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Lucca

Violenza sessuale sulla fidanzatina

Un rapporto sessuale tra un adolescente che da pochi mesi aveva compiuto la maggiore età e quella che riteneva la sua «fidanzatina» - una ragazzina non ancora quattordicenne - si conclude con una condanna davanti al gup Riccardo Nerucci a tre anni e mezzo di reclusione comprensivi del reato di atti osceni in luogo pubblico e lesione aggravata. Non solo. La famiglia dello studente lucchese dovrà versare una provvisionale di 80mila euro: 40 alla vittima della violenza sessuale e altrettanti al padre e alla madre della ragazzina, tutti costituitisi parte civile. Ma il giudice dell’udienza preliminare riqualifica i fatti dopo che, precedentemente, il pm aveva chiesto l’archiviazione per quanto concerne la violenza sessuale (non per gli atti osceni in luogo pubblico e le lesioni) e un altro gip aveva rinviato gli atti alla procura per la riformulazione del capo d’imputazione. A giudizio del gup Nerucci non siamo di fronte a una violenza sessuale nei confronti di una persona sottomessa, costretta con la forza o con l’inganno, senza il suo consenso o comunque sottoposta a limitazioni della libertà personale. Niente articolo 609 ter che prevede pene da 6 a 12 anni. Ma la condanna arriva in base all’età: la fidanzatina non aveva ancora 14 anni. E la pena è diminuita diun terzo.La vicenda risale al periodo ottobre-novembre 2011. Il primo rapporto senza costrizioni - configurato nel reato di atti osceni in luogo pubblico - avviene in una zona appartata in centro storico, il secondo sulle Mura nel periodo dei Comics e il terzo nell’abitazione del diciottenne che approfitta dell’assenza dei genitori. E proprio in quella circostanza che scatta la denuncia. La ragazzina torna a casa e accusa dei dolori alle parti intime. Il padre l’accompagna al pronto soccorso e lì scopre l’amara verità denunciando il fidanzatino della figlia, di cui ignorava l’esistenza, alla procura.
Violenza sessuale sulla fidanzatina

Studente di 18 anni condannato dopo la denuncia dei genitori della tredicenne

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LUCCA. Un rapporto sessuale tra un adolescente che da pochi mesi aveva compiuto la maggiore età e quella che riteneva la sua «fidanzatina» - una ragazzina non ancora quattordicenne - si conclude con una condanna davanti al gup Riccardo Nerucci a tre anni e mezzo di reclusione comprensivi del reato di atti osceni in luogo pubblico e lesione aggravata. Non solo. La famiglia dello studente lucchese dovrà versare una provvisionale di 80mila euro: 40 alla vittima della violenza sessuale e altrettanti al padre e alla madre della ragazzina, tutti costituitisi parte civile. Ma il giudice dell’udienza preliminare riqualifica i fatti dopo che, precedentemente, il pm aveva chiesto l’archiviazione per quanto concerne la violenza sessuale (non per gli atti osceni in luogo pubblico e le lesioni) e un altro gip aveva rinviato gli atti alla procura per la riformulazione del capo d’imputazione.

A giudizio del gup Nerucci non siamo di fronte a una violenza sessuale nei confronti di una persona sottomessa, costretta con la forza o con l’inganno, senza il suo consenso o comunque sottoposta a limitazioni della libertà personale. Niente articolo 609 ter che prevede pene da 6 a 12 anni. Ma la condanna arriva in base all’età: la fidanzatina non aveva ancora 14 anni. E la pena è diminuita diun terzo.La vicenda risale al periodo ottobre-novembre 2011. Il primo rapporto senza costrizioni - configurato nel reato di atti osceni in luogo pubblico - avviene in una zona appartata in centro storico, il secondo sulle Mura nel periodo dei Comics e il terzo nell’abitazione del diciottenne che approfitta dell’assenza dei genitori. E proprio in quella circostanza che scatta la denuncia. La ragazzina torna a casa e accusa dei dolori alle parti intime. Il padre l’accompagna al pronto soccorso e lì scopre l’amara verità denunciando il fidanzatino della figlia, di cui ignorava l’esistenza, alla procura. (l.t.)

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