Sicurezza
Baldassari, concordato innovativo
Passa il vaglio del tribunale la cessione di parte degli immobili alle ditte che devono finire i lavori
LUCCA. Era stata la prima ditta a ricorrere al concordato preventivo trattato in base al decreto sviluppo approvato nel giugno 2012 dal governo Monti ed entrato in vigore nel settembre scorso. E 120 giorni dopo il deposito della richiesta alla cancelleria del tribunale fallimentare la Baldassari Costruzioni srl con sede sulla via del Brennero a San Pietro a Vico ha ottenuto l’okay dal collegio dei giudici (Giuntoli, Lucente, Capozzi) che hanno accolto un concordato innovativo. Un’opera complessa d’«ingegneria giuridico-contabile» messa a punto dagli avvocati Lorenzetti e Frau e dai commercialisti Marchi e Cesaretti. I soldoni le imprese chiamate a concludure la costruzione di compendi immobiliari di una certa rilevanza (sulla via Vecchia Pesciatina a S. Vito, ma soprattutto a Calambrone di Pisa) verranno pagati «in permuta» delle pendenze in corso. Un nuovo tipo di finanza: siccome non c’è più un euro in giro allora ti saldo con il valore dell’immobile che costruisci. Se il concordato preventivo passerà il vaglio dell’assemblea dei creditori (fissata il 19 settembre) e verrà dato l’okay all’omologa (commissario giudiziale è stato nominato l’esperto commercialista Pier Luigi Landi di Barga) la strada sarà spianata a nuovi concordati dello stesso genere per quanto riguarda imprese edili e immobiliari.
Le cifre del concordato. Il passivo è di quelli che fanno girar la testa: 35 milioni e passa. Ma il compendio immobiliare è di quelli importanti e si aggira sui 34 milioni e mezzo. Così suddivisi: colonia rosa Maltoni Mussolini a Calambrone 25 milioni e 791mila euro, immobile i Gelsomini a S. Vito 7 milioni e 358mila euro, complesso La Magnolia in via del Brennero un milione e 100mila euro, appartamento in via Fillungo 1,2 milioni, immobile Le Fresie a San Donato 237mila euro e un terreno in provincia di Viterbo stimato 50mila euro.
Appartamenti ceduti. Per trovare concordi i giudici del tribunale il pool di professionisti messi in campo dall’amministratore Dante Baldassari ha stabilito che l’impresa Termoedile di Francesco Petroni con sede a S. Anna termini i lavori sia al complesso immobiliare di Calambrone sia a quello di San Vito ricevendo in permuta 7 appartamenti nel residence pisano per un valore di oltre 2 milioni di euro e 4 unità immobiliari sulla via Vecchia Pesciatina per quasi 800mila euro. Una cessione di proprietà che deve avvenire entro tre anni dall’omologa del concordato. Oltretutto con l’esecuzione delle opere cessa pure il contenzioso esistente tra Baldassari Costruzioni e Termoedile che aveva portato nel novembre 2011 a un sequestro conservativo. Per quanto riguarda invece la ditta CRM di Barga, precedente appaltatore, sarebbe stato raggiunto un accordo legato agli introiti derivanti dalla vendita del patrimonio aziendale.
Ripartizione tra i creditori. Il 100% sui quasi 25 milioni andrà ai creditori che hanno privilegio ipotecario (MPS, Cassa Volterra, Mediocredito), speciale e generale (banche, mediatori immobiliari, artigiani), il 60% ai professionisti dell’azienda e il 10% su un totale di 9 milioni (fornitori, acconti e caparre per chi è uscito dai contratti già stipulati ).
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