Rom, non si può autorizzare la residenza lungo il fiume
LUCCA. «La vera peculiarità del campo nomadi sul lungofiume è che si trova su terreni che almeno in parte significativa sono di proprietà di chi li abita (e non li "occupa"). «Ma si tratta di aree...
LUCCA. «La vera peculiarità del campo nomadi sul lungofiume è che si trova su terreni che almeno in parte significativa sono di proprietà di chi li abita (e non li "occupa").
«Ma si tratta di aree - golenali - per le quali la residenza non può essere in alcun modo autorizzata perché notoriamente pericolose per l'incolumità dei residenti.
«Trovo grave che, in tanti anni, non si sia voluto - fatti salvi alcuni interventi per i quali mi misi in gioco personalmente - mettere in chiaro la situazione con gli interessati e con l'opinione pubblica l'importanza e l'urgenza di un intervento risolutivo condiviso.
Lo dice l’ex sindaco e oggi consigliere comunale Pietro Fazzi, che interviene dopo la nuova serie di controlli effettuati da polizia e vigili nell’area delle Tagliate. Area di transito - come ricorda Fazzi - ben diversa dalla realtà del campo nomadi di via della cogliera.
«Un sopralluogo è particolarmente istruttivo - diceFazzi - e fa capire il grado di pericolosità di quel sito abbandonato per il quale il progetto del parco fluviale prevede una sistemazione adeguata e sicura. Questa accoglienza dei nomadi in adiacenza ad una discarica (che allora era attiva!) ci deve far riflettere su un atto del consiglio comunale che è stato troppo frettolosamente e troppo a lungo mitizzato, seppure non da tutti».
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