La manifestazione
Fazzi: «Quali tempi per il regolamento sugli scrutatori?»
LUCCA. Pietro Fazzi torna alla carica sul caso degli scrutatori “imparentati” emerso alla vigilia delle elezioni di fine febbraio. E lo fa con due interrogazioni, presentate in consiglio comunale. La...
LUCCA. Pietro Fazzi torna alla carica sul caso degli scrutatori “imparentati” emerso alla vigilia delle elezioni di fine febbraio. E lo fa con due interrogazioni, presentate in consiglio comunale.
La prima riprende la promessa del sindaco Alessandro Tambellini (ribadita anche in consiglio comunale) di cambiare le regole e inserire il sorteggio. «Tenendo conto delle polemiche che sono seguite alla nomina degli scrutatori per le elezioni politiche del 24 e 25 febbraio 2013 - scrive infatti l’ex sindaco -, nonché delle numerose prese di posizione rese note anche dall'amministrazione comunale e dallo stesso sindaco in merito ai possibili criteri da seguire per le prossime occasioni si propone interrogazione a risposta scritta per sapere se l'amministrazione intende proporre un proprio atto d'Indirizzo o uno specifico regolamento in materia e in quali tempi e secondo quali modi intende eventualmente procedere».
La seconda interrogazione di Fazzi, invece, è incentrata sul tema della privacy: «Prima della celebrazione delle elezioni politiche, per più giorni il sito dell'amministrazione comunale di Lucca ha reso noti i nomi e i recapiti di coloro che la Commissione elettorale comunale aveva designato per la nomina come scrutatori nei numerosi seggi elettorali del Comune. Poiché in merito sono circolate diverse valutazioni di opportunità, soprattutto per la contestuale indicazione degli indirizzi di residenza e altri dati personali, si propone interrogazione e risposta scritta per sapere: 1) se l'amministrazione ritiene che detta pubblicazione on line costitusca violazione della normativa vigente in tema di tutela della privacy e, in caso affermativo, quali provvedimenti intenda assumere per individuare i responsabili e sanzionare i responsabili; 2) se l'amministrazione intenda reiterare anche in futuro tale prassi e in quali forme o se intenda utilizzare modalità diverse per ottemperare alla doverosa trasparenza di questi specifici atti».
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