Finanza
Confcommercio e Comune, siamo arrivati ai ferri corti
LUCCA. L’amministrazione non ascolta le richieste dei commercianti sulla Tares, la nuova tassa sui rifiuti, ma i commercianti non si fermano, continuano a lottare. Lo confermano il presidente e il...
LUCCA. L’amministrazione non ascolta le richieste dei commercianti sulla Tares, la nuova tassa sui rifiuti, ma i commercianti non si fermano, continuano a lottare. Lo confermano il presidente e il direttore di Confcommercio Ademaro Cordoni e Rodolfo Pasquini, e il presidente della commissione centro storico Giovanni Martini che proprio all’inizio della seduta del consiglio comunale hanno presentato un documento letto dal vicepresidente provinciale dei ristoratori Fipe Samuele Cosentino con l’appello all’amministrazione «di risparmiare al tessuto economico locale ulteriori, gravosi oneri sulle spalle delle aziende». Richiesta inascoltata. «Per l’ennesima volta – affermano i responsabili di Confcommercio e commissione – le nostre istanze sono ignorate. L’amministrazione continua a non rendersi conto della drammaticità della situazione delle attività lucchesi. Da parte nostra, però, rassicuriamo quanti hanno sottoscritto il nostro appello: non ci fermiamo qua».
«Occorre rimarcare un dato – proseguono -: i firmatari, in sei ore, sono stati 365, ma aziende, non persone. Se si calcolano almeno 3 persone per ogni attività, il numero “reale” dei firmatari supera quota mille. Non solo: visti i tempi ristretti (le firme sono state raccolte fra lunedì pomeriggio e martedì mattina), diverse attività non sono state interpellate. A questi imprenditori chiediamo scusa e diciamo che, qualora siano interessati, possono ancora sottoscrivere il documento di Confcommercio e commissione, recandosi negli uffici di Palazzo Sani o rivolgendosi ai delegati di zona. Uniamo sempre più le forze e facciamo sentire la nostra voce».
«Le nostre battaglie – insistono Cordoni, Pasquini e Martini -, su temi come varchi, parcheggi, viabilità, accesso al centro e navette per centro e periferia, vanno avanti: urgono provvedimenti per arginare la crisi, altrimenti si muore. Non saremo più disposti ad accettare un solo provvedimento punitivo verso la nostra categoria che non sia stato prima concertato con i commercianti. Attendiamo dall’amministrazione l’apertura di un confronto serio con quei tavoli di lavoro promessi in campagna elettorale e di cui, per ora, non c’è traccia».
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