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Carige potrebbe vendere la partecipazione in Bml

Carige potrebbe vendere la partecipazione in Bml

L’indiscrezione dopo il via all’aumento di capitale da 800 milioni Il gruppo ligure punta tutto sulle alienazioni: ha il 60% dell’istituto lucchese

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LUCCA. Tornano a incrociarsi le strade del mondo bancario di Lucca e della Carige, la Cassa di risparmio di Genova che sta per dare il via a un sostanzioso aumento di capitale. Dopo il presunto interessamento della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca a entrare nel capitale dell’istituto genovese (peraltro smentita al nostro giornale dal presidente Arturo Lattanzi), ora altre voci dell’ambinete finanziario parlano di una possibile cessioni di tutte (o di una parte) delle quote che la Carige detiene nella Banca del Monte di Lucca.

L’indiscrezione è stata riportata in un ampio articolo dal quotidiano genovese “Il secolo XIX”, che ha ricostruito i retroscena dell’aumento di capitale di ottocento milioni che è stato deliberato due giorni fa dal cda della banca. C’erano, infatti, due strade possibili. La prima prevedeva di chiedere un esborso di soldi agli attuali soci di Carige: questa è la linea che era stata seguita da Giovanni Berneschi, presidente di Carige, e che aveva visto la Fondazione Crl come possibile acquirente di quote.

La seconda linea, quella uscita vincente dal cda e che è stata propugnata dal presidente della Fondazione Carige Flavio Repetto, prevede invece di trovare i soldi necessari con l’aumento di capitale attraverso la cessione di asset posseduti dal gruppo.

E se è data per certa la vendita del ramo assicurativo di Carige, che col sue perdite manda in rosso i conti dell’intero gruppo, ora si mette nero su bianco la possibilità di alienazione di immobili e di partecipazioni pesanti: quella nell’Autostrada dei Fiori, nella banca privata Cesare Ponti, nella Cassa di Risparmio di Carrara e - per l’appunto - nella Banca del Monte di Lucca.

La partecipazione in Banca del Monte è importante: in mano all’istituto ligure c’è infatti il 60% del capitale della storica banca di piazza San Martino. Il restante 20% è invece diviso fra la Fondazione Banca del Monte e la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. Insomma, se La Carige venderà l’intero pacchetto, sarà in ballo il controllo di Bml. Oppure - è la seconda strada - potrebbe scegliere di vendere meno del 20%, garantendosi così il mantenimento della maggioranza relativa.

La decisione di puntare (quasi) tutto sulle vendite avrebbe un’altra ricaduta “lucchese”: in questo caso, infatti l’aumento di capitale richiesto ai soci sarebbe minimo. E non si prevederebbero quindi altri ingressi nella compagine societaria di Carige: sarebbe, quindi, esclusa qualsiasi partecipazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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