Attenzione
Ordinanze per gli scheletri abbandonati
Spalti, Uba Uba, ex Colged: il Comune sta studiando i provvedimenti da prendere per la messa in sicurezza
LUCCA. È in partenza dalle stanze del comune un “gruppetto” di ordinanze che chiederanno ai proprietari di vari immobili sparsi per l’immediata periferia di mettere in sicurezza le aree di propria pertinenza. La conferma arriva direttamente da Palazzo Orsetti: nel novero degli immobili che potrebbero essere interessati da questi provvedimenti anche il rudere del centro direzionale “Spalti” fra la circonvallazione e via delle Tagliate, dei quali il nostro giornale ha a più riprese segnalato lo stato di abbandono.
Il gruppo di lavoro. A esaminare tutte le carte relative a questi immobili c’è un apposito gruppo di lavoro che comprende personale di lavori pubblici e ambiente. Per ogni caso vengono passati in rassegna gli eventuali problemi che possono derivare alla collettività, sia da punto di vista dell’inquinamento, sia da quello dell’incolumità pubblica.
Gli “Spalti” e gli altri. Come detto, anche il centro direzionale Spalti sarà messo sotto la lente di ingrandimento. Da verificare, infatti, se e in quale misura venga utilizzato come bivacco, come alcune testimonianza e le tracce lasciate all’ingresso lasciano immaginare. C’è, poi, il problema di un accesso fin troppo facile all’interno del cantiere abbandonato, dove i pericoli per i (troppo) curiosi abbondano.
Ma non c’è solo l’ex Cache Cache a essere esaminato dal gruppo di lavoro comunale. Stessa “sorte” anche per l’ex “Uba Uba” a San Concordio. Come aveva dimostrato anche una nostra inchiesta dello scorso gennaio, il capannone di quello che una volta era il grande magazzino (chiuso alla fine degli anni Novanta e mai più riaperto) è diventato luogo di riparto per extracomunitari a senzatetto, ma anche per ubriachi e tossicodipendenti, che trovano nei 2.300 metri quadri un luogo dove passare la notte.
Il terzo grande immobile che dovrebbe essere destinatario di un provvedimento ad hoc è l’ex Colged sulla via Romana all’Arancio: un’area industriale molto estesa (oltre 13mila metri quadri) ora dismessa e trasformata in discarica (abusiva, ovviamente), oltre che riparo per un’umanità disperata ma anche dedita alle attività criminali.
Lo strumento. Se lo strumento utilizzato sarà l’ordinanza, si tratterà di un provvedimento molto stringente per i destinatari, cioè per i proprietari dell’immobile. Un’ordinanza tipo, come quelle emesse in comuni a noi vicino come Camaiore, prevede infatti un termine molto breve (solitamente dieci giorni) a provvedere perché l’ingresso di abusivi diventi impossibile, a vigilare con costanza e a rimuovere tutti i rifiuti eventualmente presenti. Solitamente i proprietari agiscono murando porte e finestre e mettendo dei lucchetti ai cancelli. Nel caso che il proprietario non obbedisca, dei lavori si occupa in prima persona il Comune, con la successiva rivalsa per le spese e con la comunicazione all’autorità giudiziaria per ogni eventuale conseguenza.
Massima cautela. In ogni caso dovrebbero passare ancora alcuni giorni prima dei provvedimenti dell’amministrazione. In Comune, infatti, si vuole essere sicuri di avere bene chiare le situazioni e di poter contare su basi più che solide per giustificare le ordinanze. Il tutto per evitare che il privato destinatario del documento possa opporsi con un ricorso che farebbe solamente slittare i tempi.
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