Il dolore
La procura sequestra il pioppo abbattutosi sull’auto di Gisella
Aperta un’inchiesta per stabilire eventuali responsabilità La ragioniera operata a Pisa non è più in pericolo di vita
SEGROMIGNO IN PIANO. Quattro ore sotto i ferri per scongiurare pericoli di emorragie interne e per valutare l’entità di alcune importanti fratture. Alla fine i medici della clinica neurochirurgica dell’ospedale Cisanello di Pisa sciolgono la prognosi: Gisella Taranto, 29 anni, la giovane ragioniera schiacciata all’interno della sua macchina da un pioppo abbattutosi all’improvviso sulla sede stradale, non è più in pericolo di vita e nemmeno in coma farmacologico. Dopo il delicato intervento chirurgico è stata riportata nel reparto di terapia intensiva seguita con lo sguardo dai genitori e dal fidanzato che, dopo il drammatico incidente, non l’hanno abbandonata neanche per un istante.
Inchiesta della procura. Ma sull’incidente causato dal maltempo che imperversava nella Piana la procura vuol vederci chiaro. Il sostituto procuratore Fabio Origlio ha delegato i carabinieri della stazione di Lammari a sequestrare l’area dove è stato sistemato il pioppo alto 12 metri (tagliato dai pompieri al momento dell’intervento) crollato come un fuscello in balia della tempesta in via don Emilio Angeli, una strada comunale che porta a Segromigno in Piano dove la giovane ragioniera vive con il fidanzato Gabriele Pasquinelli, figlio del titolare della ditta Arredamenti Centro Cucine Pasquinelli all’Arancio e titolare dell’agriturismo «Il Casale Pasquinelli» a San Pietro a Marcigliano. Il magistrato vuol capire se quegli alberi ad alto fusto che crescono in prossimità della sede stradale sono stati controllati dal personale addetto alla viabilità e al verde pubblico del comune di Capannori. Sembra infatti che il pioppo fosse «malato» attaccato da qualche parassita che gli aveva eroso parte della corteccia. Un controllo accurato su quella pianta o sugli altri alberi vicini forse avrebbe potuto evitare il drammatico incidente. Un’ipotesi investigativa che necessita però di ulteriori accertamenti in fase d’indagine. E che si muove sulla falsariga di quella aperta dalla procura per il caso del turista umbro di 84 anni residente da anni in Versilia morto schiacciato dal peso di un albero venuto giù in pineta a Viareggio mentre percorreva la pista ciclabile.
L’incidente stradale. Dai primi accertamenti di carabinieri e vigili del fuoco Gisella Taranto stava tornando a casa dall’azienda del Pip di Carraia in cui lavora. Era alla guida della sua Hyundai e niente lasciava presagire quello che di lì a poco sarebbe accaduto. In quel momento non pioveva, ma soffiava un vento impetuoso quando in località Carrube a pochi chilometri dall’abitazione dove convive con Gabriele (la coppia aveva fissato a settembre la data delle nozze) accade l’imponderabile. Un pioppo canadese di due metri di diametro e 12 d’altezza e del peso di alcune tonnellate viene giù come se non avesse più radici. Si piega di lato e sfonda il tettino della macchina della giovane ragioniera. C’è voluto del tempo ai pompieri per estrarre dalle lamiere della vettura il corpo dell’automobilista ancora cosciente, ma gravemente ferita. Tanto che dopo la corsa dell’ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale Campo di Marte i medici hanno subito optato, a causa delle lesioni interne, per il trasferimento in tarda serata a Cisanello dove l’impiegata è stata sottoposta nel pomeriggio di ieri a un intervento chirurgico. Gisella Taranto è originaria di Castelvecchio di Compito dove vivono la sorella gemella Denise e i genitori Mario Taranto e Nadia Fantoni.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
