La manifestazione
Il Comitato: «Ospedale, invalidare i voti»
Non sarebbero stati considerati i mutamenti nella popolazione e nel numero dei consiglieri
BARGA. La votazione espressa sulla dislocazione del sito per il nuovo ospedale unico della Valle del Serchio (che ha ratificato la scelta di costruire a Piano Pieve) non è valida. Si apre, dunque un nuovo fronte contro la scelta “garfagnina” dopo quella che faceva presagire al possibilità di un referendum fra le popolazioni interessate.
Questa è la posizione del “Comitato in difesa del cittadino” che chiede così di invalidare le due votazioni della Conferenza dei sindaci.
Il problema, secondo il Comitato, è nell’attribuzione del peso dei vari Comuni nella votazione che - nella Conferenza dei sindaci - si basa sulla popolazione delle varie amministrazioni.
«Nel 2011 e nel 2012 si sono svolte le elezioni amministrative nei Comuni di Pieve Fosciana, Piazza al Serchio e Bagni di Lucca (oltre che in altri Comuni tipo Lucca) – si legge in un comunicato del Comitato - ed il numero dei consiglieri è sceso di 12 unità per i tre summenzionati Comuni. Nel 2011 si è svolto il 15° Censimento generale della popolazione e va considerato che il numero dei voti relativo a ciascun Comune facente parte della Articolazione zonale della Conferenza dei Sindaci per la sanità si basa su un conteggio in relazione al numero degli abitanti ed al numero dei consiglieri comunali: questo conteggio non è stato aggiornato in considerazione appunto delle ultime elezioni amministrative e dell’ultimo Censimento generale della popolazione, e quindi non è più rispondente alle realtà locali la votazione espressa sulla dislocazione del sito per il nuovo ospedale unico della Valle del Serchio non è valida».
Per questi motivi «il Comitato in Difesa del Cittadino chiede al direttore generale dell’azienda sanitaria Usl 2 di Lucca Antonio D’Urso e all’assessore regionale al diritto alla salute Luigi Marroni di invalidare subito tale votazione.
«Il Comitato - si conclude infine la nota - si rivolge inoltre a tutti i sindaci della Media Valle e a tutti coloro che erano contrari o si sono astenuti dalla scelta “Piano Pieve per un ospedale di 75 posti letto” perché si muovano immediatamente affinché questa votazione e quella successiva della Conferenza siano invalidate». Lo scontro, insomma, sembra destinato a continuare ancora a lungo.
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