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Favilla si discolpa: niente abusi a casa mia

Favilla si discolpa: niente abusi a casa mia

L’ex sindaco nel mirino per una tettoia realizzata su un terrazzo della sua villa. Lui: voglio cambiarla

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LUCCA. «A casa mia nessun abuso edilizio». L’ex sindaco Mauro Favilla prende le distanze da accuse mosse contro la regolarità di una tettoia realizzata sopra un terrazzo della sua villa. E non risparmia la frecciata: «È abbastanza strano questo esposto, perché capita proprio quando io avevo chiesto notizie in Comune su quale nuovo modello di copertura avrei potuto realizzare».

Inflessibile e irreprensibile come sempre, l’ex primo cittadino, già senatore della Dc, spiega con dovizia di particolari la storia della sua terrazza, «regolarmente autorizzata e realizzata negli anni ’75-’76 e già allora coperta da una pergola di ferro per sostenere le ramificazioni delle piante di glicine che tuttora la ricoprono. Da allora nessun intervento ulteriore è stato fatto. Da allora siamo soliti porre nel periodo estivo e primaverile dei teli amovibili di plastica allo scopo di frenare la caduta dei fiori e delle foglie: i teli vengono spesso rimossi e lavati a terra con l’idropulitrice. Per tale sistemazione, il nostro tecnico ci assicurò e ci assicura non essere necessaria una specifica autorizzazione».

E, sempre l’ex sindaco continua che «essendo il lavoro di rimozione e riallocazione assai noioso e pesante, ed essendo ormai vecchie le piante di glicine, da un paio d’anno pensavamo di abbatterle e smontare la struttura della pergola. Dovendo avanzare una domanda di autorizzazione per un nuovo sistema di copertura più pratico, meno laborioso e questa volta stabile, avevo deciso di farlo una volta uscito dal comune, cioè quando non fossi più sindaco», aggiunge Mauro Favilla.

E infatti, proprio per realizzare una nuova copertura, l’ex primo cittadino dice di avere intanto richiesto informazioni proprio negli ultimi giorni. (b.a.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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