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Lucca

Una controversia legale blocca il centro “Spalti”

Una controversia legale blocca il centro “Spalti”

La banca proprietaria “stoppa” gli investimenti nella struttura al palazzetto che ora potrebbe diventare un rifugio di fortuna per sbandati e senzatetto

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LUCCA. C’è una controversia arrivata anche nelle aule del tribunale dietro il grande complesso direzionale “Spalti” che non è mai stato completato e che ora sta andando in malora in una vasta area che va dal semaforo altezza palasport su via delle Tagliate fino a viale Carlo Del Prete.

Secondo quanto appreso dal Tirreno, nell’immobile sorto dove un tempo c’era il negozio di abbigliamento Cache Cache, avrebbero dovuto veder la luce non meno di una trentina di uffici, in gran parte concentrati al primo e secondo piano. Al pianterreno, invece, oltre a una serie di parcheggi coperti, erano previsti altri uffici, fra i quali quelli di una importante banca. Il progetto era firmato dall’architetto lucchese Roberto Viti.

Com’è finita la storia lo possiamo vedere tutti passando in quella zona a due passi dalle Mura. Cosa c’è dietro, però, è storia diversa e più complicata. Che parte dall’acquisto nel giugno 2007 dell’immobile da parte di una società di leasing, la Ing Lease (sede a Brescia), braccio immobiliare italiano del gruppo bancario olandese famoso per il suo “conto arancio”.

I lavori partono a breve. E quasi per due anni vanno bene, senza grossi intoppi. Nel frattempo la società di leasing ha anche trovato un’immobiliare con la quale firmare il contratto di utilizzo. La quale immobiliare, a sua volta si dovrebbe occupare di “piazzare” i fondi del centro direzionale agli utenti finali. Come detto, i primi contratti arrivano. E c’è anche un progetto (presentato in Comune) per modificare i disegni originali e creare un appartamento al terzo piano: un superattico con tanto di piscina sulla terrazza, con l’idea di venderlo a uno dei professionisti interessati agli uffici.

L’anno della “crisi” è il 2009. Prima c’è una controversia di vicinato. Poi, forse anche a causa di questi problemi, congiunti con la crisi finanziaria e bancari che proprio in quel periodo esplode, la Ing comincia a tirarsi indietro. Come un domino, si bloccano i lavori e si blocca anche l’attività dell’immobiliare. Che - a quanto risulta - ha anche una causa aperto proprio contro l’Ing Lease.

Ora, a distanza di quasi quattro anno, gli effetti sono visibili: quanto costruito in circa due anni di cantiere rischia di andare in malora. Entrare all’interno è facilissimo e, a giudicare dagli oggetti per terra è già stato fatto. Non solo. Sarebbero già stati rubati oggetti come alcuni tubi di ottone o rame. Uno stato delle cose che, forse, potrebbero indurre l’amministrazione comunale a emanare un’ordinanza per la messa in sicurezza dei luoghi.

Luca Cinotti

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