Attenzione
Alloggi di qualità, per benestanti
Fermo il mercato della prima casa, si vendono solo immobili di target elevato
LUCCA. I prezzi dell’Agenzia del Territorio non dicono tutta la verità. Che è quella di un mercato praticamente fermo, in particolare per la prima casa, e di trattative – poche - che si chiudono solo se chi vende è disposto a ridimensionare le pretese, adeguando le richieste al valore reale dell’immobile e alla situazione contingente.
A comprare oggi sono solo o quasi i benestanti, il ceto più alto, che magari punta a migliorare la propria situazione, con una casa più grande, moderna dal punto di vista tecnologico, più confortevole. Lo conferma Giuliano Satti, titolare dell’agenzia Essegi di viale Pacini e presidente provinciale della Fiaip, la federazione degli agenti immobiliari.
«Si continua a operare fra tante difficoltà – dice Satti – anzitutto a partire dalla campagna sulle imposte che gravano sugli immobili. Poi c’è chi negli anni ha incultato al cliente la convinzione che i prezzi possano scendere, invece gli oggetti buoni si trovano a prezzi giusti. Infine c’è il problema dei finanziamenti, con la stretta delle banche, che oggi – nel migliore dei casi - non finanziano più del 70% del valore reale dell’immobile».
Così il mercato della prima casa è fermo, c’è il timore a prendere un impegno a pagare il mutuo per 20-30 anni, anche per l’insicurezza del lavoro. Difficile che si esca da questa situazione se non arriverà una vera ripresa economica. Allora chi compra?
«Si continua a lavorare nel centro storico – spiega Satti – dove le pretese si sono un po’ ridimensionate. Si contratta con privati che capiscono che se vogliono vendere non possono essere intransigenti sul prezzo ma devono trattare. Poi c’è attenzione nelle zone collinari, specie da parte della clientela straniera».
E i tanti cantieri che si vedono nella prima periferia? «C’è uno scollamento – rivela Satti – fra tante costruzioni non qualificate e quelle di chi ha operato con qualità, all’insegna del risparmio energetico e delle nuove tecnologie. Le prime rischiano di restare invendute e di finire sul mercato delle locazioni». L’ultima risorsa per le imprese in difficoltà. (f.t.)
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