Il dolore
Tares, ristoratori Confesercenti delusi dal confronto col Comune
LUCCA. «Siamo molto delusi dal confronto sulla Tares avvenuto con l’amministrazione comunale – commenta il presidente dei ristoratori Confesercenti Stefano De Ranieri -. Di fronte a una fase...
LUCCA. «Siamo molto delusi dal confronto sulla Tares avvenuto con l’amministrazione comunale – commenta il presidente dei ristoratori Confesercenti Stefano De Ranieri -. Di fronte a una fase drammatica per le imprese c’è bisogno di ridurre e non di aumentare il carico fiscale. E se questo comporta tagli ai bilanci, i tagli devono essere fatti. Abbiamo registrato alcuni cambiamenti che mirano al contenimento degli aumenti, ma la sostanza del provvedimento non cambia».
De Ranieri afferma che si è di fronte ad un ulteriore aggravio del carico fiscale «e questo è insopportabile per tutte le imprese e in primis dalla nostra categoria che paga questa tassa in misura maggiore rispetto a tutte le altre. Abbiamo fatto proposte sostanziali e puntuali. Non sono state accolte».
«E l’aver scelto di gravare questa imposta anche dell’incremento discrezionale da 0,30 a 0,40 centesimi, destinandolo non alla gestione dei rifiuti, ma al bilancio generale dell’ente è l’elemento più insopportabile della manovra».
Il presidente De Ranieri annuncia che con i suoi colleghi verranno valutate le decisioni: «Ma è certo che siamo di fronte a un segnale molto negativo nei confronti delle imprese e dei nostri comparti, al punto da farci dubitare che i nostri amministratori abbiano ancora chiare le dimensioni e la gravità della crisi in cui le imprese e il lavoro operano. «Un tema infine emerso dall’incontro – conclude De Ranieri – e che mi preme rilanciare è la richiesta all’amministrazione di fare un salto di qualità per definire insieme alle categorie una strategia condivisa per il rilancio dell’economia della città su temi come l’accessibilità, la promozione, il rilancio delle funzioni, lo sviluppo economico e turistico. Anche su questo tema è emerso da tutti un richiamo ad una fase nuova se davvero si vuol dare il segnale che si è capito quale grave crisi stiamo attraversando».
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