Il Tirreno

Lucca

Il calcio era la sua più grande passione

Il calcio era la sua più grande passione

Il ricordo di dirigenti e compagni di squadra: «Si divideva tra lavoro e impegno per la famiglia»

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Una comunità in lutto. Coreglia sotto choc per la scomparsa di Ivano Bertoncini, un giovane con un passato da calciatore dilettante, una vita - come racconta l'amico di tante battaglie sportive Gianluca Pierantoni – fatta di sacrifici e di grande attenzione alla famiglia. Con il padre Sandro, era la colonna portante dell'intera casa».

Pierantoni, ora direttore sportiva del Coreglia, ricorda gli anni in cui era stato compagno di squadra di Ivano: «Faceva parte della generazione di calciatori del Coreglia più giovane della mia. Veniva dal Barga, dove aveva giocato in tutte le categorie giovanili fino ad esordire in Promozione. Dopo due stagioni in prima squadra, era venuto nel suo paese a Coreglia. Arrivò centrocampista, finì come difensore centrale. Il padre Sandro, poco dopo aver raggiunto la pensione qualche anno fa, aveva acquistato casa in centro a Coreglia, sembrava l'inizio di una nuova occasione per Ivano per tornare a frequentare maggiormente gli amici, ma sfortuna volle che Sandro venne colpito da tumore e morì poco dopo. Così Ivano ha dovuto farsi carico della sua famiglia».

Fabio Pellegrini è un altro dirigente del Coreglia che tramite il calcio ha avuto occasione di conoscere Ivano e la sua famiglia: «Un ragazzo di poche parole, le cui attenzioni necessarie per la madre e il fratello non gli hanno permesso di godersi la vita di ogni altro giovane e di frequentare più di tanto le ragazze e gli amici. Dopo la morte del padre, le uniche distrazioni extrafamiliari erano il lavoro all'Esselunga e il calcio. Causa lavoro e vita privata, non poteva permettersi di stare molto dietro al Coreglia, si concedeva un allenamento a settimana e, salvo turni di lavoro, la partita nel fine settimana. Ricorderemo con affetto il nostro vecchio capitano».

Commozione anche da parte di Roberto Pellegrini, compagno di reparto in difesa per sette anni: «A Coreglia Ivano era un esempio per come si comportava. Nello spogliatoio della squadra lo abbiamo apprezzato come centrocampista di corsa e muscoli, poi come difensore centrale attento, sempre presente agli allenamenti e dotato di grande efficacia nei contrasti. Passati gli anni e con il lavoro da portare avanti, era andato a giocare negli amatori del Los Macanudos».

La famiglia è circondata dall'affetto della comunità. Don Nando Ottaviani, il prete fotografo che trascorre molto tempo con i ragazzi del paese e che, nei limiti degli impegni parrocchiali, li segue nelle loro avventure sportive, dice: «Ivano doveva stare molto tempo dietro alla famiglia ma quanto poteva educava i piccoli di Coreglia in parrocchia attraverso il gioco e lo sport».

Michele Citarella

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa