Lutto
Furti in casa, presa la banda degli slavi
Tre malviventi arrestati dalla polizia con i gioielli appena rubati dall’appartamento di un commerciante del centro storico
LUCCA. Finisce in trappola una banda di slavi specializzata nei furti in casa. Per la polizia si tratta di una gang composta da individui senza scrupoli e non nuovi ad imprese simili. Gli agenti li hanno presi con le mani nel sacco. Erano le 20,50 di venerdì sera e i ladri avevano appena svaligiato l’abitazione di via Ferdinando Martini a S. Filippo dove vivono i titolari della gelateria Santini che in quel momento stavano chiudendo il negozio in centro storico per tornare a casa. I tre topi d’appartamento dopo aver forzato la finestra del terrazzo al primo piano dell’edificio avevano fatto razzia di monili: bracciali, collane, orecchini oltre a 2810 euro in contanti e 62 dollari americani. Refurtiva recuperata nell’auto dei malviventi - una Bmw 530 D - che i commercianti si sono vista riconsegnare dagli uomini del commissario Virgilio Russo.
Gli arrestati. In manette sono finiti tre slavi che risiedono nel campo nomadi di Coltano. Due di loro arrivarono come profughi dalla ex Jugoslavia e da allora avrebbero vissuto di espedienti. Per gli inquirenti il capo della banda è il macedone Sejdi Zumber, 28 anni, precedenti penali anche per reati contro la persona tra cui un tentato omicidio. Uno «tosto» che non si mette certo paura se trova i proprietari in casa. In carcere anche i serbi Dragisa Merdizic, 32 anni ed Elvis Baruti di 24. Al terzetto la polizia contesta anche un tentato furto in un’abitazione vicina a quella presa di mira. Nella berlina con cui gli slavi sono arrivati nella periferia cittadina tra le 19 e le 20 gli agenti hanno sequestrato un kit di arnesi da scasso: quattro cacciaviti dai 15 ai 38 centimetri, un paio di tronchesi, due piccole torce e un paio di guanti. Gli atti sono stati trasmessi al sostituto procuratore Salvatore Giannino e i nomadi rinchiusi in carcere a disposizione del giudice delle indagini preliminari per l’udienza di convalida che sarà fissata entro cinque giorni.
Servizi rafforzati. È raggiante il questore Claudio Cracovia. Ha pagato cena anche ai suoi «ragazzi» che con spirito di sacrificio hanno lavorato sin dopo la mezzanotte, trascurando la famiglia e le ore di straordinario non retribuite, per completare tutti gli atti necessari per assicurare alla giustizia una banda ritenuta capace di depredare il territorio. Arresti che sono il frutto di un’intensa attività di controllo con agenti in divisa e in borghese nella fascia oraria ritenuta più a rischio (17-21). Erano una trentina i poliziotti in servizio nella serata di venerdì. Dislocati in luoghi strategici già battuti in passato dalle bande di pendolari del crimine che colpiscono a tappeto e non si fermano di fronte a niente. Sarà anche casuale, ma dalla metà di febbraio ad oggi i furti hanno avuto un sensibile decremento. Il questore preferisce attendere i dati di medio-lungo periodo prima di sbilanciarsi. Lui ha una sola parola d’ordine: non abbassare la guardia.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
