Il Tirreno

Lucca

«All’estero a studiare, Lucca è troppo chiusa»

di Flavia Barsotti
«All’estero a studiare, Lucca è troppo chiusa»

Poche opportunità di crescita e di impiego, ma anche scarsi scambi culturali le molle che spingono gli studenti a cercare spazi in altri paesi europei

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LUCCA. Giovani in fuga: un nuovo tipo di emigrazione? È la domanda che sorge spontanea parlando con alcuni ragazzi lucchesi che hanno scelto di andare a vivere all'estero. Un fenomeno di massa che, negli ultimi anni, sta interessando l'Italia, ma da cui nemmeno la nostra città è rimasta immune. Mentalità chiusa, poche opportunità di crescita e di confronto, un dialogo con i giovani quasi inesistente e difficili possibilità di realizzazione: sono solo alcuni dei motivi che hanno spinto diversi lucchesi a spostarsi altrove, per approfondire gli studi o per cercare lavoro.

«Il mio sogno è sempre stato scappare da Lucca – racconta infatti Bianca Maria Petteruti che oggi vive a Bruxelles – È chiusa, avulsa da tutto ciò che succede al di fuori: una città che non dà i giusti spazi alle attività, anche basilari. È come se la sua mentalità riuscisse ad inghiottirti piano piano: non si respira mai aria di novità e, purtroppo, credo che ormai, pensare di migliorarla, sia come pretendere di cambiare il carattere o le abitudini di un settantenne: pressoché impossibile».

Anche per questo, oggi Bianca si trova a Bruxelles dove sta intraprendendo uno stage al Parlamento Europeo: un'esperienza richiesta dal Master in Diritto dell'Unione Europea che sta terminando. Parole forti quelle che Bianca rivolge alla sua Lucca, ma che sembrano essere condivise da molti dei suoi coetanei. Come lei infatti, anche Caterina Crini, dopo aver vinto un concorso, è partita alla volta di Bordeaux. «Lucca è una città stupenda con un potenziale enorme che, ahimè, non viene sfruttato – afferma - forse per colpa della poca flessibilità di chi la vive. Se poi parliamo di opportunità lavorative, la situazione non migliora: la possibilità di occuparsi del settore in cui ti sei specializzato, è rara. Io, ad esempio, sono laureata in lingue, ma per trovare uno stage e apprendere un mestiere legato al mio campo, mi sono dovuta trasferire».

E come loro, molti sono i giovani lucchesi che confessano di aver preso in considerazione l'ipotesi di andare a vivere in un'altra città, lamentando scarse opportunità lavorative e attività di stage, corsi di formazione e possibilità di piccoli impieghi da affiancare al periodo di studio. Diversa la scelta di Valeria Del Dotto che, concluso il liceo, ha preferito iniziare il percorso universitario a Colchester, una cittadina ad ovest di Londra. «Qui offrono la possibilità di prendere una laurea doppia, nel mio caso storia dell'arte e lingue moderne. Un aspetto interessante per chi non ha le idee chiare o è appassionato a più di un settore. Inoltre ritengo che in Inghilterra gli studenti siano molto più seguiti, sia tramite seminari e discussioni, sia grazie ad un dialogo aperto tra alunno e docente. Ma ciò che più mi affascina, e che manca a Lucca, è lo scambio interculturale, la grande fusione di studenti provenienti da paesi diversi: un aspetto importante per imparare a conoscere il mondo, aprire la mente, confrontarsi e quindi maturare».

Insomma, è una fuga all'insegna della voglia di imparare, quella dei giovani lucchesi, di scoprire e di scoprirsi, di crescere professionalmente e non solo, l'unico modo – sostengono – per staccarsi da una città a misura di pensionato».

È così che il loro grido si fa forte e chiaro, diventando un appello alle istituzioni affinché quello che definiscono «un elegantissimo e sofisticato nido, gremito di bellezze artistiche, un piccolo gioiellino medievale» non rischi di essere esonerato dal futuro di chi lo abita. Una posizione diversa quella di Silvio Bianchi Martini, professore ordinario di economia aziendale al dipartimento di economia e management dell'Università di Pisa che commenta così la situazione «Tre i requisiti fondamentali per poter aspirare ai posti più ambiti: internazionalità, impiegare poco tempo per laurearsi e non essere troppo focalizzati. Una volta acquisite queste caratteristiche, un giovane può ottenere chances ovunque, Lucca compresa, nonostante sia tradizionalista e conservatrice. Del resto, abbiamo molte attività importanti, come quelle legate al settore cartario, nautico e lapideo e credo che , possa offrire molto più di altre città toscane e italiane».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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