Il Tirreno

Lucca

Palmeri sarà sottoposto a sorveglianza speciale

di Luca Tronchetti
Palmeri sarà sottoposto a sorveglianza speciale

Dopo il pestaggio del cameriere e prima ancora le botte a un giovane versiliese l’ex capo dei Bulldog non potrà uscire di sera e sarà guardato a vista dalla polizia

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LUCCA. Minaccia aggravata dall’uso del coltello, lesioni gravissime, porto abusivo di arma da taglio, atti contrari alla pubblica decenza. Sono questi i reati contestati ad Andrea Palmeri, 34 anni, l’ex Generalissimo dei Bulldog, conseguenti alla notte brava (8-9 marzo) culminata con l’aggressione al cameriere del pub l’«Ottavo Nano». E la Mobile in questi giorni ha concluso le indagini che vedono Palmeri responsabile di un episodio analogo a quello verificatosi ai danni di Stefano Benassi avvenuto a novembre alla discoteca Ku Ku ad Antraccoli con la vittima, un giovane versiliese, che riportò ferite causate da un pugno.

Sorveglianza speciale. Come già anticipato nell’edizione di ieri de Il Tirreno nei prossimi giorni (lunedì o al massimo martedì) il questore Claudio Cracovia chiederà al tribunale l’adozione della misura di prevenzione della sorveglianza speciale. Che si applica a soggetti ritenuti pericolosi per la sicurezza e la tranquillità pubblica. Una limitazione della libertà personale a cui Palmeri è già stato sottoposto in passato. E che prevede, tra l’altro, il divieto di uscire di casa dalle 19 alle 7 del mattino, di partecipare ad assemblee e di frequentare pregiudicati. L’indagine sul pestaggio è stata affidata al sostituto procuratore Enrico Corucci che ieri mattina ha ricevuto una dettagliata informativa dal commissario della squadra Mobile, Virgilio Russo, corredata da testimonianze e dalla denuncia presentata dal cameriere picchiato con allegato il referto medico che, al momento, parla di una prognosi di 27 giorni. Sulla base degli atti ipotizzare l’arresto di Andrea Palmeri è assai improbabile. Per questo la misura della sorveglianza speciale può rivelarsi fondamentale per svelenire gli animi ed evitare un’escalation di violenza causata da un soggetto incontrollabile.

Una notte di follia. Una ricostruzione dettagliata e minuziosa quella della polizia. Sono le 23.50 quando Palmeri si presenta da solo al bar Cupido vicino alla stazione. Si avvicina al bancone e ordina da bere. Al momento di pagare estrae un coltello e lo punta al contitolare del locale e urla «Pago quando e se mi pare». Un cameriere si avvicina, ma viene minacciato. A quel punto si dirige verso il bagno. Per la polizia orina nel cestone della carta invece che nella tazza. Quando esce qualcuno gli ha pagato il conto. Il contitolare del bar preferisce chiudere prima visto che ha avuto già a che fare con Palmeri. Ma non avverte la polizia per paura di future ritorsioni.

L’aggressione a Benassi. All’«Ottavo Nano» in via Cantore l’ex capo dei Bulldog arriva all’una e dieci. Prima aveva girovagato in centro storico. Entra nel pub e cerca un cameriere: Stefano Benassi, barba lunga, origini reggiane (è di Castelnovo nei Monti). Si avvicina a lui e gli grida: «Reggio Emilia, Reggio Emilia, via il Duce». Poi fa il saluto fascista e punta il coltello a serramanico alla gola del cameriere. Benassi decide di uscire e Palmeri gli molla un cazzotto in pieno volto. Un suo conoscente cerca di placarlo, ma l’estremista gli mostra il coltello e lo minaccia. Qualcuno chiama il 113, altri soccorrono il ferito e Palmeri fugge.

Anello sequestrato. 48 ore dopo l’aggressione si presenta in questura: vuol scusarsi con Benassi e sostiene di non ricordarsi nulla. La Mobile gli sequestra l’anello con la sua iniziale che porta al dito. Del coltello a serramanico non ci sono tracce.

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