Il dolore
LuMe, le aziende entrano in aula
Le iniziative del comparto metalmeccanico di Assindustria per comunicare con i giovani e le famiglie
LUCCA. Dieci aziende del tessuto locale leader (alcune anche a livello internazionale) del settore metalmeccanico uniscono le forze per creare un nuovo modo di fare cultura d’impresa, di sensibilizzare alla realtà dell’impresa le famiglie del territorio e le nuove generazioni, potenziali generazioni di lavoratori di domani.
Un’idea innovativa (contenuta nel progetto LuMe, acronimo per metalmeccanica lucchese per il territorio), introdotta con entusiasmo da Cristina Galeotti, presidente degli Industriali della provincia di Lucca. Si concretizzerà, spiegano poi gli imprenditori che hanno pensato e dato corpo al progetto, intanto in incontri e sostegno per le scuole medie inferiori e superiori, in concorsi a premi rivolti ai giovani, in convenzioni per il personale dipendente e le loro famiglie, in altre iniziative per far conoscere più da vicino il mondo delle aziende.
Gli ideatori. Le aziende che partecipano a LuMe sono A. Celli Paper, A. Celli Nonwovens, Fabio Perini, Fapim, Fosber, Gambini, Kme Italy, Rotork Fluid Systems, Sampi, Toscotec. Il numero complessivo delle dieci aziende è pari a 2.681 persone; il fatturato totale consolidato ammonta a un miliardo 127milioni 436mila euro; le dieci aziende hanno un indotto complessivo di 2.675 persone. Il valore medio della percentuale di esportazione corrisponde all’81% e i prodotti vengono distribuiti in tutti i paesi del globo.
Perché il progetto. «Oggi - dice Cristina Galeotti - l’impresa si rende conto che all’efficacia deve accompagnare la responsabilità». In particolare il settore metalmeccanico, con un alto numero di occupati, «deve inserirsi nella comunità e intraprendere azioni comuni tra imprese, azioni legate al tessuto economico e sociale. Mi auguro che ci sia un effetto traino, che altre imprese si inseriscano». «Abbiamo capito - interviene l’imprenditore Mauro Celli sulle motivazioni scatenanti del progetto - che le singole aziende fanno cose scollegate dalla realtà. E le aziende vengono spesso descritte in situazioni di difficoltà. Noi vorremmo veicolare anche belle notizie, cercare un canale preferenziale per comunicare con la comunità». «Il progetto - aggiunge Massimo Bellandi (Fapim) - nasce da un’affinità nata fra noi, che ha portato a riconoscere che tutti abbiamo sensibilità verso alcuni aspetti. Un’azione coordinata può avere un risultato maggiore».
Meccanicainmente. Sabrina Cervelli (Rotork) annuncia che le prime iniziative sono già partite. Meccanicainmente, in particolare, progetto che riguarda gli incontri con le scuole medie superiori e inferiori. «È importante per noi capire i bisogni delle scuole. Noi le ascolteremo e così potranno fare loro - spiega Sabrina Cervelli -. Ma stiamo organizzando anche altre iniziative, ad esempio un Open day nelle aziende, un’iniziativa dedicata ai bambini in azienda, e concorsi a premi: pensiamo a concorsi fotografici, di scrittura di articoli. Il gruppo di Assindustria che si occupa di formazione ha già contattato le scuole del territorio».
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