Il Tirreno

Lucca

Operato e dimesso il giovane picchiato fuori di un locale

di Luca Tronchetti
Operato e dimesso il giovane picchiato fuori di un locale

La polizia ha presentato una prima relazione alla Procura con parecchie testimonianze e il referto dell’ospedale

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LUCCA. Andrea Palmeri prima di colpire con un pugno devastante all’occhio sinistro il cameriere Stefano Benassi aveva già minacciato altre persone al Bar Cupido prima di dirigersi all’Ottavo Nano di via Cantore dove è avvenuta l’aggressione. Un particolare che emerge dalle indagini della squadra Mobile che hanno sentito decine di testimoni e hanno consegnato ieri mattina una prima relazione con il referto medico alla procura della Repubblica. Intanto Stefano Benassi, 34 anni, dopo l’intervento di chirurgia maxillo all’orbita oculare per ricomporre la frattura ossea, nella tarda mattinata di ieri è stato dimesso. Sta meglio. L’operazione, stando ai medici, è perfettamente riuscita e non dovrebbero esserci rischi per quanto riguarda la perdita dell’occhio. Probabilmente, ma ancora non c’è un referto medico in tal senso, la prognosi oscillerà dalle tre settimane ai 30 giorni. E al termine il cameriere sarà sottoposto a nuovi controlli.

Misure di prevenzione. Stante la situazione e il clima generatosi dopo l’ennesimo episodio di violenza non è affatto da escludere che nei confronti di Andrea Palmeri il questore Claudio Cracovia decida di adottare una delle misure di prevenzione previste dal codice penale: la sorveglianza speciale. Che si applica a soggetti che vengono ritenuti pericolosi per la sicurezza in quanto dediti alla commissione di reati che mettono in pericolo l’integrità fisica e morale, la sicurezza e la tranquillità pubblica. Per questo provvedimento basta che il questore provveda ad avvisare oralmente l’interessato che esistono sospetti a suo carico indicandone i motivi. Una limitazione della libertà personale che può durare da uno a 5 anni, ma che può essere revocata in qualsiasi momento. E che prevede un controllo costante e un monitoraggio continuo a cui può aggiungersi il divieto di uscire in tarda serata. La misura di prevenzione, logicamente, è svincolata dall’indagine in corso al vaglio dell’autorità giudiziaria e che riguarda le lesioni ai danni di Stefano Benassi.

Solidarietà dal sindaco. Il sindaco Alessandro Tambellini ha divulgato tramite social network un video in cui torna ad esprimere la propria solidarietà a Stefano Benassi. «Ho telefonato stamattina a Stefano Benassi, il giovane che nella notte di venerdì scorso è stato aggredito – spiega –. Mi ha molto rassicurato sulle sue condizioni di salute. Le conseguenze dell’aggressione potevano essere molto più gravi, quindi raccomando di non dar seguito ad atti violenti. La nostra vita civile tradizionalmente ha conosciuto condizioni di pace. La giustizia deve fare il suo corso, ma soprattutto vi deve essere la consapevolezza da parte di tutti che la nostra vita civile deve essere improntata sul rispetto della persona». Sulla vicenda interviene anche il consigliere Francesco Amanti (Federazione della Sinistra) che parla di «città attanagliata da una cupola repressiva sincronizzata che parte dalla burocrazia, attraversa le autorità e arriva alla violenza neofascista».

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