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Il centro diurno disabili chiede una nuova sede

Il centro diurno disabili chiede una nuova sede

La sede di Camigliano chiusa dal 25 gennaio dopo la scossa di terremoto La Fasm: «C’è bisogno di un ambiente adeguato per le attività di trenta ragazzi»

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CAMIGLIANO. Il centro diurno per disabili di Camigliano è stato chiuso dopo il terremoto del 25 gennaio. E i trenti ospiti con problemi mentali non hanno ancora una sede alternativa a quella dell'ormai dismessa sede della ex circoscrizione 2, nel convento dei Frati di Camigliano. A causa del sisma che ha provocato l'inagibilità della struttura i locali, che richiederabbero una sistemazione, non possono essere utilizzati.

E per il momento i disabili sono stati trasferiti a Lucca all'interno del centro di salute mentale a San Marco. Una sistemazione provvisoria. Ad oggi però Comune e Asl non hanno ancora trovato una nuova sede. Nonostante le rassicurazioni poco dopo la chiusura. Resta in piedi l'ipotesi di un trasferimento alla Casa della Salute di Marlia. Nel frattempo le associazioni che si occupano di salute mentale si sono mosse per sollecitare la ricerca di una sede alternativa per questi trenta ragazzi che nel centro di Camigliano oltre a mangiare svolgevano diverse attività ricreative ed incontri.

«Il nostro intervento è mirato a sensibilizzare il Comune e la Asl per trovare prima possibile una soluzione – dice Gemma Del Carlo, presidente della Fams e del coordinamento toscano delle associazioni del settore - per il momento i disabili accolti nella struttura di Camigliano sono stati trasferiti al centro di San Marco, ma era stato detto che sarebbe stata una soluzione temporanea. Si è parlato anche della possibilità della Casa della Salute di Marlia. Il nostro auspicio è che si arrivi ad una definizione della vicenda, perché purtroppo il centro di Camigliano non è più utilizzabile da ormai oltre un mese a causa dei danni provocati dal terremoto».

Le associazioni del settore chiedono risposte concrete. «Questa vicenda è anche l'occasione per chiedere maggiore attenzione verso il nostro settore che in generale ha subito tagli importanti, sia per quanto riguarda le cooperative che si occupano dei malati sia per i servizi di riabilitazione che nelle strutture e nei servizi a domicilio».

Nicola Nucci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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