Il Tirreno

Lucca

Dal giudice stop alle trattenute dell’Asl

di Luca Tronchetti
Dal giudice stop alle trattenute dell’Asl

Sul caso dei compensi degli infermieri percepiti nell’attività con la Don Baroni sospese le decurtazioni sulla retribuzione

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LUCCA. Il primo round della controversia se lo aggiudicano i 14 infermieri professionali dipendenti dell’Asl 2. Il giudice del lavoro Luigi Nannipieri accoglie la richiesta di sospensiva del legale degli operatori che avevano presentato il ricorso cautelare per la trattenuta di un quinto dello stipendio da parte dell’azienda sanitaria. Il motivo? I 14 infermieri nel periodo 2005-2011 prestavano la loro attività anche all’associazione don Franco Baroni. Per l’Asl non erano autorizzati e quindi debbono restituire i compensi percepiti dal 2005 al 2011: complessivamente 127mila euro oltre agli interessi maturati. Per gli infermieri professionali coinvolti si va da un massimo di 20mila euro a un minimo di 1700 euro. Per adesso il giudice ordina all’Asl di sospendere le trattenute sulle retribuzioni dei 14 ricorrenti e fissa al 17 settembre l’udienza per discutere sul merito della controversia legata al recupero delle somme pretese.

Motivi della decisione. L’avvocato del lavoro, Ilaria Ottolina del foro di Bologna, punta nel giudizio di merito a dimostrare che quel denaro non spetta all’Asl. E, in ogni caso, sostiene che per quanto riguarda la restituzione dei compensi precedenti il 2007 interviene l’istituto della prescrizione in soccorso degli infermieri. Nelle motivazioni sulla sospensiva il giudice Luigi Nannipieri scrive che l’azienda sanitaria era stata informata del fatto che le prestazioni erano rese anche dal personale dipendente Asl e quindi la stipula della convenzione datata 1997 tra azienda sanitaria e Don Baroni attesta la carenza di situazioni di conflitto d’interesse con riferimento a prestazioni rese a favore della storica Onlus.

La vicenda. Stando al servizio ispettivo interno dell’Asl i 14 infermieri avrebbero svolto senza autorizzazione l’assistenza sanitaria privata a pagamento su richiesta dell’associazione che opera nel campo dell’assistenza alle famiglie con persone affette da tumori o gravi patologie. Per l’Asl quindi si tratterebbe di un’indebita percezione di somme e da settembre aveva iniziato a trattenere un quinto dello stipendio degli operatori in servizio dal 2005 al 2011 alla don Baroni. Nel ricorso dell’avvocato Ottolina emerge che dal 1997 la convenzione Asl-Don Baroni per la costituzione di un servizio di ospedalizzazione domiciliare oncologica vine stipulata con cadenza annuale. Per alcuni anni in allegato viene depositato l’elenco degli operatori della don Baroni che comprende anche gli infermieri dipendenti Asl e la loro retribuzione. Dal 2004 al 2009 quell’allegato non è presente e gli operatori della Onlus sono definiti nominalmente e senza le qualifiche. Dal 2010 cambia il testo della convenzione e tornano i nomi con le qualifiche professionali. Dal novembre 2012 i dipendenti pubblici non possono svolgere incarichi retribuiti che non siano stati autorizzati dall’amministrazione di appartenenza.

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