Sicurezza
Pochi affari e mercato ko I guai dei negozi a Borgo
I commercianti hanno provato a “reinventarsi” ma sentono la crisi «A volte passano intere giornate senza vedere entrare un solo cliente»
BORGO A MOZZANO. Commercio pressoché fermo e una crisi di cui ancora nessuno a Borgo a Mozzano riesce a vedere la fine. Si dicono scoraggiati gli esercenti di Via Umberto I dopo aver tentato di rinnovarsi e adattarsi alle nuove esigenze del mercato; la luce in fondo al tunnel pare a molti di loro ancora lontana.
«Il numero dei punti vendita qui in centro storico non è diminuito negli ultimi anni. Alcuni esercizi storici sono chiusi, è vero, ma sono stati quasi subito sostituiti – esordisce Michele Palagi, titolare dell’omonimo negozio e punto di riferimento per tutti i commercianti del Borgo –. Se la quantità di attività non è in calo lo è però il denaro in circolazione e naturalmente il giro di clienti. Sono troppe ormai le persone che hanno perso il posto di lavoro nel circondario e quelle non più disposte a spendere. Noi ci diamo da fare, cerchiamo di innovarci, proponiamo articoli che riescano a conciliare le mode del momento con un prezzo accettabile ma la gente compra sempre meno».
Dello stesso avviso anche Laura Amadei proprietaria del negozio d’abbigliamento Sotto Sopra, situato nei pressi del Palazzo Comunale: «Sentiamo tantissimo la crisi, a volte passano intere giornate senza che in bottega entri un’anima. Soprattutto da tre Natali a questa parte la situazione è diventata insostenibile; le festività di quest’anno, poi, sono state le più tristi in assoluto. I clienti comprano poco e quando decidono di acquistare cercano solo l’“affare”. C’è anche chi ha proposto aperture notturne o domenicali – prosegue Laura – e se solo avessi la speranza di vendere qualcosa in più potrei anche provare ma non c’è possibilità. Anche i magazzini da cui mi rifornisco sono in crisi: una volta erano pieni di impiegati e rappresentanti, adesso anche loro hanno dovuto ridurre al minimo il personale. Siamo come risucchiati tutti in un circolo vizioso».
I commercianti di Borgo a Mozzano non vedono però come unica responsabile di questa situazione la crisi economica che sta attanagliando il nostro Paese ma anche la tendenza diffusasi tra la popolazione, già prima che la recessione prendesse piede, di andare a rifornirsi nei grandi ipermercati o nelle città. «Molti si sono sempre spostati per fare acquisti – afferma Simonetta de Servi, titolare dell’omonima profumeria –. Gli stessi prodotti reperibili in paese venivano comprati a Lucca, a Firenze, a Montecatini. E ora, senza moneta, la situazione è peggiorata ulteriormente. Bisognava voler bene al Borgo da prima e non svegliarsi adesso. Per ora continuiamo a sopravvivere ma quando saremo tutti chiusi cosa accadrà? Io, per stare al passo con i tempi, ho già ordinato la merce per il prossimo inverno ma, per la prima volta dopo cinquant’anni, mi chiedo se valga la pena continuare». Recente problema estremamente sentito dai commercianti di Borgo a Mozzano è la questione del mercato. I lavori nella piazza che dovrebbe ospitarlo non sono ancora conclusi, i mercatali non vogliono rientrare nell’area dismessa e gli esercenti chiedono che l’opera di riqualificazione dello spazio sia ultimata velocemente: «Nei giorni di mercato c’era molto più movimento in centro – dice Palagi – e questo ci era d’aiuto, il Comune deve intervenire».
Anche il Suap locale ha fotografato una situazione fortemente stagnante per l’anno 2012: non c’è stato un netto peggioramento ma neppure nessun tipo di miglioramento: «Noi non abbiamo una visione completa di tutte le attività del territorio – spiega l’addetta –. Quasi tutto il reparto artigiano ed edile non passa da noi. Certo la sensazione è che in molti cerchino di andare avanti barcamenandosi. Alcuni hanno anche riconvertito le loro imprese e si sono aperti a nuove tecniche. Speriamo che qualcosa si sblocchi e chi ha deciso di tener duro sia ripagato».
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