Il dolore
«Deve cessare il brutto clima in città»
Sconcerto e scetticismo dopo le dichiarazioni di Andrea Palmeri. «Un cattivo esempio per i ragazzi che lo hanno seguito»
«Basta con la violenza». È questo lo stato d'animo che più di ogni altro attraversa molti cittadini nei giorni successivi all’aggressione a Stefano Benassi, picchiato da Andrea Palmeri. Si tratta di un sentimento che attraversa persone di ogni età e professione.
«C'è un clima di violenza diffuso in città – dice Giuliano Chiarotti – prima sconosciuto. Sono di Lucca e vivo la città da sempre: la Lucca di ora sta diventando irriconoscibile. Sto parlando della violenza gratuita e immotivata, come quella dell'altra notte, ma anche dei furti degli ultimi mesi. Non credo che Palmeri non ricordi nulla, ma questo spetterà alla giustizia chiarirlo». Non è il solo a pensarla così. «Palmeri è noto alla città e alle forze dell'ordine – spiega Antonio Ferraro –. Per anni ha organizzato e preparato azioni di ogni tipo, anche violente, allo stadio con i Bulldog così come in città: di conseguenza credo che sia cosciente di quello che fa e non che le sue violenze siano frutto di un mix di alcol e psicofarmaci. In ogni caso: mettiamo che sia vero che Palmeri, sotto effetto di psicofarmaci e alcol, abbia vissuto una sorta di delirio. Ma allora come definire chi va in giro per i locali con un coltello, minacciando e poi aggredendo una persona con un pugno, se non come un pericolo pubblico per la città? È opportuno che la giustizia si muova per prendere misure efficaci, affinché non si ripropongano più queste situazioni». Le motivazioni politiche? «No, qui non è un problema di guerra tra bande – continua Ferraro – qui c'è un problema di violenza gratuita. L'aspetto politico fascisteggiante a questo punto è una scusante, un'onda da cavalcare. Alla base di tutto c'è una grande violenza inaccettabile. E il problema sono anche i tanti ragazzi più giovani che hanno seguito Palmeri negli anni, seguiti negli ambienti delle scuole e delle palestre».
Condanna anche da Giovanni Frediani. «Il fatto è grave – dice – però il soggetto è conosciuto dalla città. Può darsi anche che non si ricordi nulla, ma non so quanto non c'entri l'aspetto politico in tutto ciò. Palmeri è rinomato per le sue azioni violente e anche per le sue idee violente. Come lucchesi lo abbiamo già visto molte volte il suo nome sui giornali e ora è arrivato il momento di dire “basta”. Le istituzioni devono essere più severe. Il problema della violenza è un problema vero: Lucca è una città vuota di sera, non c'è nessuno per le strade e questo permette alla criminalità di essere più libera». A parlare, poi, sono gli studenti. Come Linda Del Carlo, studentessa universitaria di 24 anni: «L'atto violento in sé lascia un grande amaro in bocca – afferma – a lasciare veramente perplessi, però, è l'impunità che dilaga, il tampone che corre subito là dove c'è non un'emorragia, ma un vero e proprio dissanguamento in corso. Palmeri dice di aver vissuto una sorta di delirio, di blackout che l'ha portato, a suo dire, a fare quello che ha fatto. Ma Palmeri non è un ragazzo, è un uomo, un padre di famiglia e il suo essere padre di famiglia non sembra minimamente aver attenuato le sue inclinazioni violente. Qui la faccenda travalica la politica. Non capisco poi perché una persona con più processi a carico, sempre per azioni violente, si ostini a farsi passare come vittima del sistema, come una sorta di incompreso. Soffrire di ansia e di depressione è sicuramente un male comune ai nostri giorni, non lo è usarlo come scudo per atti violenti». E ancora Cristina Rinaldi, Nicoletta Parrà, Elisa Simonelli. Donne lucchesi: «I cittadini devono avere il diritto di poter vivere Lucca senza timore per la propria incolumità: è arrivato il momento di dire basta a questo clima di paura e violenza, andato avanti già da troppi anni».
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