Proteste
Svaligiato un centro commerciale
A colpi di piccone mettono ko il sistema d’allarme e rubano soldi, prosciutti, formaggi e cioccolata
MARLIA. Armati di martello e piccone hanno completamente distrutto il sofisticato sistema d’allarme che aveva tenuto lontano i ladri per undici anni e mezzo e una volta all’interno del centro commerciale hanno fatto razzia di soldi e generali alimentari oltre ad aver messo tutto a soqquadro alla vana ricerca della cassaforte. Tra merce trafugata e rottura della finestra e dell’impianto di sorveglianza i fratelli Alessandro e Fabio Davini - titolari del centro commerciale ed enofood «Il Davo» con ingrosso in via villa Fontana e dettaglio in viale Europa sempre a Marlia - hano subito un danno che si avvicina ai diecimila euro.
Basta un quarto d’ora. Dal momento in cui scatta il sistema d’allarme al momento dell’arrivo dei fratelli Davini al centro commerciale al dettaglio di viale Europa passano quindici minuti. Tanto basta alla gang per distruggere la sirena dall’allarme e l’intero impianto, arrampicarsi sino a un finestrone posto a due metri e mezzo d’altezza, calarsi giù, impossessarsi di 2.500 euro contenuti nelle casse e di tre prosciutti di Parma, una forma di parmigiano, scatoloni di tonno giganti e numerose barrette di cioccolato oltre a mettere a soqquadro gli uffici alla ricerca della cassaforte e ha far cadere e rompere diverse bottiglie di vino che si trovavano allineate sopra uno scaffale. «L’allarme - racconta Alessandro Davini - è scattato alle 4,30 della notte tra domenica e lunedì. Il centro commerciale è all’inizio di viale Europa, noi abitiamo invece alla fine dello stradone. Il tempo di vestirci, salire in auto e precipitarsi in zona e i ladri erano già spariti con la refurtiva dileguandosi nei campi sul retro del capannone. Sicuramente erano tre-quattro e di una rapidità e un’agilità incredibile. Hanno impiegato un quarto d’ora per arraffare il bottino e allontanarsi».
Antifurto distrutto. All’esterno dell’edificio non ci sono telecamere a circuito chiuso e le abitazioni sono abbastanza lontane. Nessuno ha visto e udito nulla e non sarà facile per gli inquirenti acciuffare i malfattori. «Hanno lasciato sul posto soltanto una scala rubata nelle vicinanze e un martello.- racconta uno dei fratelli Davini, la famiglia che dal 1948 gestisce l’attività commerciale - Sono passati da un casottino esterno adiacente al capannone che è servito come ponte per arrampicarsi poi, con l’ausilio della scala, sul finestrone a due metri e mezzo d’altezza, forzarlo e calarsi giù dentro al centro commerciale. L’allarme però era entrato in funzione e la sirene suonava all’impazzata. Allora armati di piccone e martello hanno divelto l’antifurto, tranciato i fili del collegamento e preso a martellate l’apparecchio». Sul furto indagano i carabinieri.
Il precedente. Nel giugno 2001 i ladri avevano fatto razzia di un centinaio di prosciutti, di una decina di forme di parmigiano e di bibite di ogni genere. Un danno da 50 milioni del vecchio conio. La merce era stata poi caricata su un furgone Iveco dell’azienda con il quale la gang aveva sfondato il cancello e si era allontanata.
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