Sicurezza
Nate le aggregazioni fra medici
Ecco i sette gruppi e i coordinatori. Più semplici i ricoveri, per gli esami negli studi occorre tempo
LUCCA. Primo atto della nuova organizzazione dei medici di medicina generale. Nell’ambito dell’Asl 2, in largo anticipo rispetto ai tempi previsti dalla Regione, sono state costituite le cosiddette aggregazioni funzionali territoriali e sono già stati nominati i relativi coordinatori. Di fatto i circa 200 medici di base sono stati suddivisi, secondo criteri geografici, in 7 gruppi, ma niente cambierà almeno per ora per quanto riguarda gli ambulatori, gli orari e le prestazioni fornite.
Per questo, per dar corpo al progetto della Regione che vorrebbe gli studi aperti dalle 8 alle 24 con l’ausilio delle guardie mediche e con la possibilità di effettuare alcuni accertamenti (come gli esami ecografici), dovrà passare ancora del tempo e dalle aggregazioni funzionali dovranno nascere le Ucct, cioè le unità di cure complesse territoriali. Ma la Regione si è data due anni di tempo.
Le sette aggregazioni funzionali sono: Garfagnana (coordinatore Alessandro Dini), Media Valle (Lorenzo Mencacci), Lucca Ovest (Paolo Rugani), Lucca Nord (Guglielmo Menchetti), Lucca Sud (Filippo Torre), Capannori (Alberto Vitolo), Francigena (Franco Salvoni).
«La costituzione delle Aft – spiega proprio uno dei coordinatori, il dottor Lorenzo Mencacci, che è anche responsabile del sindacato Fimmg – non comporta novità concrete per gli assistiti. In un secondo momento dovrebbero entrare in questi gruppi anche i colleghi della guardia medica per avere la possibilità di garantire un servizio dalle 8 alle 24, mentre dalle 24 alle 8 di mattina la copertura sarebbe effettuata dal 118. Per il momento però nella nostra Asl tutto è fermo riguardo a questo aspetto».
I coordinatori delle Aft faranno di fatto da collegamento fra i medici e la direzione aziendale, sia per i budget che gli obiettivi.
«A livello regionale – spiega il dottor Mencacci – dovrebbe nascere una sorta di scuola per tutti i coordinatori che dovrebbero essere chiamati a imparare come gestire i vari gruppi di medici in modo da uniformare i comportamenti».
Una novità però c’è. «Proprio così – conclude il dottor Mencacci – e riguarda i ricoveri . Finora i medici di base in caso di necessità facevano una proposta di ricovero mandando il paziente al pronto soccorso, dove un altro medico lo vedeva e decideva se ricoverarlo effettivamente o meno. Adesso i coordinatori dovrebbero essere in grado di bypassare il pronto soccorso e, alla luce della disponibilità di posti letto, decidere direttamente il ricovero».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
