Il dolore
In via dei Selmi l’acqua esce dai tombini
Giardini e abitazioni invase a ogni temporale e i cittadini sono esasperati: «Fogne sottodimensionate»
LAMMARI. Ormai a ogni pioggia si preparano al peggio.
Sono gli abitanti di via dei Selmi, a Lammari, che si sono ritrovati con l’acqua fuoriuscita dai tombini nei giardini e nelle case.
«Non ne possiamo più», dicono Luigi Giovani, Graziano Giovacchini e Piero Berti, che ormai da anni stanno combattendo un’aspra battaglia per far intervenire Acque sulla rete fognaria che serve la zona.
La fognatura pubblica, infatti, è sottodimensionata e basta un acquazzone un po’ più intenso per mandare in tilt il sistema, tanto più che nella rete finiscono spesso anche le acque piovane.
Nei mesi passati, le case e le corti lungo via dei Selmi, soprattutto nel tratto vicino all’incrocio con via Lombarda, hanno denunciato allagamenti su allagamenti, i residenti hanno fatto intervenire la polizia municipale, hanno interpellato Acque, ma la soluzione non arriva.
Ieri, dopo le intense piogge che hanno caratterizzato la notte tra domenica e lunedì, ancora disagi e ora gli abitanti della zona sono ancora più preoccupati, visto l’allerta meteo diramato proprio ieri mattina e destinato a durare fino a questo pomeriggio.
Il problema è stato denunciato dai residenti per la prima volta nel 2010.
A poco, però, è servito inviare una denuncia alla Procura della Repubblica, chiedere i danni al Comune di Capannori (che per altro ha pagato).
I lavori promessi non sono mai stati effettuati.
Eppure, all’epoca (era l’ottobre 2010), l’allora assessore ai lavori pubblici Claudio Ghilardi dichiarava:
«Abbiamo concordato con Acque Spa un intervento risolutivo per il quale utilizzeremo fondi avanzati da altri lavori effettuati sul territorio. Serviranno almeno 150mila euro. Contemporaneamente provvederemo anche a estendere la fognatura fino ad arrivare alle corti che al momento non ne sono servite ma che sono coinvolte dal riflusso dei liquami. Non siamo ancora in grado di dire quando, ma abbiamo inserito l’intervento nelle priorità».
«Due anni e mezzo più tardi – dicono Berti, Giovacchini e Giovani – non è cambiato niente. Gli interventi promessi non sono stati eseguiti e le nostre case continuano a subire anni».
Berti ha già annunciato che non pagherà più le bollette di Acque Spa fino a quando i lavori non saranno eseguiti e la situazione tornerà alla normalità.
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