Attenzione
Denuncia i maltrattamenti ricevuti in 13 anni dal marito
Un’extracomunitaria trova la forza di rivolgersi ai carabinieri e raccontare le vessazioni del coniuge. Adesso si trova in una struttura protetta con i due figli. In un altro caso la polizia segnala in procura un operaio immigrato che cerca di intossicare la moglie.
Dopo tredici anni trova la forza di raccontare ai carabinieri le vessazioni, le umiliazioni, i maltrattamenti, le angherie e le botte subite dal marito. In seguito alla dettagliata denuncia la donna di mezza età assieme ai figli minori è stata sistemata in una casa famiglia lontana dal coniuge che attualmente è indagato per maltrattamenti e violenze in famiglia, ma la cui posizione potrebbe aggravarsi se i militari troveranno ulteriori riscontri. Prima di essere presa in carico da un’associazione di volontariato l’extracomunitaria è stata visitata e refertata al pronto soccorso del Campo di Marte. Ma i casi di violenza e maltrattamenti in ambito familiare non finiscono quì. A seguito della attivazione del “codice rosa”, un protocollo operativo che prevede una corsia preferenziale per i reati in danno di persone di minorata difesa come le donne vittime di violenza, la sezione reati contro la persona della Mobile di cui fa parte personale femminile specializzato ha denunciato per il reato di lesioni aggravate un operaio marocchino residente a S. Concordio. L’uomo, sposato con una connazionale che vive da tempo a Lucca e lavora come colf, non ha accettato i costumi occidentali della moglie e la sua autonomia. Dopo alcune liti il marito ha messo un braciere con dei carboni accesi davanti alla camera dove riposava la moglie nel maldestro tentativo di intossicarla. La donna per quell’episodio ha sporto querela per lesioni, ma poi l’aveva rimessa per il quieto vivere. Invece il marito, che evidentemente mal sopportava l’idea che la consorte volesse separarsi, l’ha aggredita a calci e pugni pur sapendo che lei era incinta. La donna è stata ricoverata in ospedale con un prognosi di 10 giorni e nessun pericolo per il nascituro. A quel punto la donna ha sporto querela e l’immigrato è stato denunciato per lesioni aggravate.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
