Sicurezza
Incidente sulla neve, muore snowbordista di 28 anni
È successo sulle piste di Vigo di Fassa, in Trentino. La vittima è Francesco Viti, nato a Barga e residente a Buggiano. Il giovane stava scendendo insieme alla sua compagna con lo snowboard quando all'improvviso è uscito di pista cadendo per una cinquantina di metri su una pista sottostante
A dare l’allarme al 118 è stata la fidanzata Giulia, testimone diretta di quanto accaduto. Una richiesta di aiuto disperata, perché solo un miracolo avrebbe potuto salvare Francesco. E il miracolo non c’è stato. Erano circa le 11 di ieri (domenica) quando Francesco Viti, 28 anni residente a Borgo a Buggiano e nato a Barga, stava affrontando sulla tavola da snowboard la pista di Plan Pecei, in Val di Fassa, quando, per qualche motivo, ha perso il controllo finendo fuoripista. Al di là del percorso un dirupo, un crepaccio di 50 metri, nel quale il giovane è precipitato e che non gli ha lasciato via di scampo. Il tutto davanti agli occhi terrorizzati di Giulia. I soccorsi sono stati immediati, i sanitari – arrivati in elicottero – hanno provato per almeno tre quarti d’ora a rianimare il 28enne, ma è stato tutto inutile. Il trauma riportato nel volo, una frattura alla base del cranio, non ha lasciato scampo. A quel punto è toccato agli uomini della polizia provvedere a trasportare la salma alla camera mortuaria di Vigo di Fassa.
Del caso è stato informato anche Antonella Nazzaro, il magistrato di turno in quel momento, e resta da capire il perché di quella manovra sbagliata che ha portato Francesco verso il precipizio. Forse la testimonianza della fidanzata Giulia potrà chiarire l’accaduto, anche se ieri la giovane era comprensibilmente sotto choc.
La notizia della tragedia avvenuta in Trentino è rimbalzata immediatamente in Valdinievole, dove Francesco e i suoi familiari (anche loro si trovavano in Trentino Alto Adige per trascorrere qualche giorno di vacanza) sono molto conosciuti.
La famiglia vive a Buggiano, in un antico casolare ristrutturato, circondato da boschi e ulivi sulle colline tra Pescia e Montecatini. Francesco, una laurea in filosofia all’attivo, lavorava con il padre Pierpaolo nell’azienda di famiglia, la catena di distribuzione e commercializzazione di abbigliamento Giannino (con sedi a Pescia, Altopascio, Firenze e Parma). Molto conosciuta anche la madre, Giovanna Fantozzi, apprezzata insegnante di matematica nel liceo Lorenzini di Pescia. E anche la sorella Sara, più giovane di Francesco di qualche anno, aveva completato i suoi studi laureandosi in giurisprudenza. Una famiglia descritta da tutti come riservata, ma sempre disponibile e gentile con tutti.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
