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Addio a “Baffo”, il signore del vino

Addio a “Baffo”, il signore del vino

Lorenzo Carmignani è morto a 94 anni: fu tra i promotori della prima edizione della Festa. Oggi pomeriggio i funerali

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MONTECARLO. Quando il figlio è andato a svegliarlo, Lorenzo Carmignani, per tutti “Baffo” se n’era già andato. Una morte serena, a 94 anni compiuti lo scorso due gennaio per un uomo che tutti, non solo a Montecarlo, ricordano per il carattere forte e la capacità di vedere un futuro economico importante in quelle vigne che da generazioni la sua famiglia coltivava.

Baffo era conosciuto per la sua azienda agricola con agriturismo omonima, in località Cercatoia. Ma prima di tutto, come ricorda il figlio Gino “Fuso”, che porta e porterà avanti l’azienda di famiglia, Lorenzo era «un contadino da tutta la sua vita».

La sua e anche quella delle generazioni che l’hanno preceduto, visto che come ricorda Fuso con orgoglio «i Carmignani coltivano la terra di Montecarlo fin dalla fine del Quattrocento».

Baffo non era, però, nato sul colle di Carlo IV. Era venuto alla luce a Lucca, nel vecchio ospedale Galli Tassi. Un parto travagliato, finito con il taglio cesareo. «Dovevano morire tutti e due - spiega Fuso - ma alla fine si salvarono».

In quegli anni la famiglia Carmignani strutturò l’azienda agricola così come la conosciamo al giorno d’oggi. Nel dopoguerra Baffo prese in mano le redini e, alla fine degli anni Sessanta, ci fu la svolta. «Mio padre - dice Gino - fu uno dei primi a capire le potenzialità del vino e a promuovere, nel 1967, la prima edizione della Festa del vino di Montecarlo».

Basta ricordare due fatti per spiegare il legame di questa famiglia con il vino, un legame in grado di portare il rosso di Montecarlo agli onori della cronaca. Quando Barack Obama venne eletto per la prima volta presidente degli Stati Uniti (siamo nel 2008) per brindare al voto che lo aveva portato alla Casa Bianca scelse una bottiglia di “For Duke”, che arriva proprio dalle vigne dei Carmignani.

E non è una caso - secondo punto - se proprio Gino Carmignani è il presidente del consorzio che raggruppa i produttori dei vini Doc di Montecarlo. Una sorta di ambasciatore, soì come lo era stato a lungo il padre, intervistato da troupe televisive arrivate da tutto il mondo.

Negli ultimi anni Baffo si era un po’ “ritratto” dalla gestione di azienda e agriturismo, ma non aveva lasciato la sua amata casa e la sua amata terra.

Un legame che nemmeno il drammatico avvenimento del febbraio del 2008 aveva potuto scalfire. Cinque anni fa Baffo si trovava davanti al caminetto con un suo amico quando, poco dopo le 22, tre banditi armati fecero irruzione, minacciando entrambi di morte e costringendoli a dare loro tutti i soldi che avevano.

La notizia della morte di Carmignani ha in breve fatto il giro di tutta Montecarlo. E anche il sindaco Vittorio Fantozzi ha fatto le condoglianze ai figli Gino e Luciana per la loro perdita. Il sindaco ha ricordato «la più grande stima e gratitudine per l'opera umana da lui svolta nella difesa quanto nella valorizzazione della tradizione agricola, rurale e contadina di Montecarlo. Insieme a tanti altri illustri concittadini, gente umile e laboriosa, Baffo appartiene a questa schiera di prescelti che ha proficuamente usato il lungo tempo concessogli per lasciare segni e ricordi indelebili nella sua comunità e nel proprio territorio.

«Nella sua attività di vignaiolo - ricorda Fantozzi - ha potuto incidere profondamente nelle fortunate scelte del nostro territorio, da sempre più attento alla cultura e coltura della terra che alle chimere di una cementificazione selvaggia o alle pur utili industrializzazioni. Ce lo vogliamo ricordare come sanguigno e appassionato contadino, pronto ad approfittare della buona sorte delle annate benevole e tenace nel risollevarsi da quelle avverse, come i nostri contadini fanno da sempre. Ma ce lo ricordiamo anche nella sua pronta intraprendenza alla fine degli anni Sessanta nel perseguire le iniziative di valorizzazione del nostro territorio e del nostro vino con i convegni e incontri di studi a Montecarlo dei quali scaturì una nuova vita per il nostro prodotto di eccellenza. Il carisma che aveva in piazza d’armi alle prime “Sagre del vino e del fiore” era assoluto ed insostituibile, un esempio di entusiasmo e vitalità inimitabili. Ed anche al tramonto della sua vita era il solito Baffo, sempre pronto alla battuta ed ai ricordi, con quella vitalità espressiva che lo ha contraddistinto. Baffo o Fuso, come preferisci, ha rappresentato molto per Montecarlo e molto Montecarlo gli deve oggi e domani quando ancora più forte si farà sentire la mancanza di uomini di tal genere».

I funerali sono previsti per questo pomeriggio alle 15 nella chiesa di Montecarlo. (l.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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