Il Tirreno

Lucca

«Inevitabile il taglio del direttore di Lucca Fiere»

di Marco Innocenti

Il presidente Terigi: «Costo insostenibile per il bilancio di una società la cui attività è solo affittare i locali»

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LUCCA. «Il direttore Alessandro Dianda si è dimostrato corretto e ragionevole con il nuovo consiglio di amministrazione fin dall’inizio. Ha detto subito che era disposto a rimanere se il Cda aveva fiducia in lui e se era necessario. E si è poi dimostrato collaborativo al momento in cui si è aperta la trattativa per la risoluzione del contratto».

Marco Terigi, presidente del Cda di “Lucca Fiere Spa”dà atto di aver agito correttamente all’ex direttore e spiega i motivi all’origine della conclusione del rapporto.

«Quando la società nacque, nel 2008, aveva programmi ambiziosissimi che potevano rendere necessaria la dotazione di un organico adeguato. Dopo la breve presidenza di Paolo Del Debbio si sono però succeduti vari presidenti i quali, come me, non avevano particolari competenze e capacità per gestire una macchina complessa come quella di un polo fiere. Né esperienza specifica aveva il direttore.

«Dal 2011, sotto la presidenza di Marialina Marcucci, più volte il Cda ha ribadito che l’attività fieristica della società era cessata e “Lucca Fiere Spa” si doveva concentrare essenzialmente sull’affitto di spazi a terzi gestori».

Sono così cominciate ad arrivare le manifestazioni del Miac, di “Mostre e Mostre”, del Banco Popolare e altre.

«Un’attività così limitata non poteva reggere un organico ampio e siamo stati costretti a non rinnovare i contratti a termine – prosegue Terigi –. Siamo rimasti con due impiegati, uno a tempo pieno e uno con un part-time al 75%, più il direttore, il cui unico scopo era quello di affittare la struttura per 5-6 manifestazioni all’anno.

«L’incidenza sul bilancio di uno stipendio da dirigente, sui 120-130mila euro lordi all’anno, non era oggettivamente sostenibile. I due impiegati bastano e avanzano per gestire i pochi affitti annui. Da qui la decisione, inevitabile, di tagliare il costo del direttore».

Anche questa scelta consentirà a Terigi di riportare il bilancio di “Lucca fiere” verso il pareggio.

«Ci poniamo questo obiettivo, che non sarà facile raggiungere – sostiene il presidente –. Dal 2008 al 2011 la perdita è stata di 2,3 milioni di euro, e il bilancio del 2012 sarà appesantito dall’opera di pulizia che abbiamo fatto per recuperare vari oneri pluriennali giacenti.

«Valutiamo che il passivo sarà tra i 700mila euro e il milione. La riduzione del costo del personale, il risultato dell’opera di pulizia e, ci auguriamo, i ricavi degli affitti (anche la concessione dei locali per il processo per la strage alla stazione di Viareggio, che riparte il 27 marzo, dovrebbe portare buoni introiti, ndr) dovrebbero consentirci di avvicinarci al pareggio nel 2013».

Ma utili, a giudizio di Terigi, non ci saranno mai.

«La nostra struttura, cinquemila metri quadri, è piccola per una vera e propria attività fieristica – conclude il presidente. Basta considerare che a Parma, ad esempio, il polo fieristico è di 45mila metri quadri.

«Credo che difficilmente si possano immaginare per “Lucca Fiere” attività diverse dall’affittanza, a meno che non si riescano a individuare persone competenti, creative e in possesso dei contatti giusti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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