Il Tirreno

Lucca

È tornata a casa la bimba travolta da un albero

di Luca Tronchetti
È tornata a casa la bimba travolta da un albero

Un recupero prodigioso per la piccina arrivata al Meyer in condizioni disperate La mamma commossa: «I miracoli esistono e quei medici sono stati degli angeli»

4 MINUTI DI LETTURA





BARGA. La vita sa essere crudele e meravigliosa allo stesso tempo. Un mese fa una bella bambina di 10 anni lottava in un lettino di ospedale sospesa tra la vita e la morte per una tragica fatalità: travolta da un albero di acacia sradicato dal peso della neve caduta abbondante mentre passeggiava in compagnia della mamma e del fratellino.Era il pomeriggio del 12 febbraio e l’incidente avvenne accanto a una chiesetta. I primi soccorritori davano alla bambina poche ore di vita e anche i medici del Campo di Marte, prima del trasferimento d’urgenza all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze, erano scettici sul suo recupero. Ma la forza dell’amore, la forte fibra della piccina, il progresso della scienza e una grande fede sono stati capaci di far compiere il miracolo.

Un mese dopo, la bambina è tornata nella sua casa a Filecchio coccolata e assistita da mamma Sabrina, papà Daniele e dal fratellino che scampò all’incidente per pochi metri.

Recupero prodigioso. La bambina è uscita dal coma. Senza problemi di natura neurologica. «È stato un recupero prodigioso. - racconta trattenendo a stento le lacrime la mamma Sabrina - Anche i medici sono rimasti strabiliati dai rapidi progressi fatti dalla bambina. Eravamo arrivati in ospedale praticamente senza speranza. Qualcuno ci aveva detto che difficilmente sarebbe giunta viva al Meyer. In quei momenti ti attacchi a qualsiasi cosa. Ho pregato tanto nella cappellina dell’ospedale affinché potesse farcela e tornare con noi. Abbiamo passato giorni d’inferno, ma dopo quell’intervento chirurgico alla testa durato otto ore la bimba ha iniziato a reagire alle cure. Sono tornata a vivere quando 24 ore dopo l’operazione al cranio ho visto un giovane medico dell’equipe del professor Bussolin venirmi incontro sorridente. Era sollevato e felice come se lei fosse anche un po’ figlia sua». L’intervento era perfettamente riuscito e la bimba stava iniziando a reagire alle cure. «Non ho trovato soltanto dei bravissimi medici capaci di attuare tecniche all’avanguardia in Italia, ma anche delle persone vere che ti parlano in modo chiaro senza usare parole da cattedratici che noi persone comuni non possiamo comprendere. Un’esperienza che mi è servita a rivalutare la figura della classe medica in generale. Per tutti ne vorrei citare uno: il dottor Lazzeri».

«Mamma e papà siete qui»: Sei giorni dopo quel tragico incidente la bambina è uscita dal coma farmacologico anche se già 72 ore dopo l’operazione c’era stata quella che in gergo medico viene definita «una prima finestra di risveglio».

«In quel momento io e mio marito eravamo accanto a lei. - prosegue la mamma - nostra figlia ci ha aperto gli occhi. Ci ha sorriso e ci ha chiamato. Per me è stata la fine di un incubo. Un miracolo? Sì, è stato un miracolo. Anche i medici del Meyer, che sono stati degli angeli e che voglio ringraziare per l’amore, la passione e l’umanità che dimostrano ogni giorno, sono rimasti sorpresi dal rapido recupero della bimba in considerazione della gravità delle lesioni craniche».

Ringraziamenti. La famiglia vuol ringraziare tutto il paese di Filecchio e le tante persone che hanno dato dimostrazione del loro affetto e della loro vicinanza: «So che hanno organizzato delle veglie di preghiera in diverse chiese di Barga per la nostra piccola e che si sono tenuti costantemente in contatto con parenti e conoscenti per conoscere l’evolversi della situazione. E poi che dire dei primi soccorritori del 118? Sono stati fantastici. Così come non potrò mai scordare l’umanità dimostrata dai carabinieri di Coreglia che ci hanno scortato sino a Lucca e dal Campo di Marte fino all’ospedale pediatrico senza guardare all’orologio, ma preoccupandosi costantemente delle condizioni di nostra figlia. Pensi che poco fa è arrivato a casa il maresciallo Feniello per sapere come stava la bambina e mettersi a disposizione per qualsiasi nostra esigenza. In questi momenti la presenza della comunità si nota più che in altre occasioni. Dimenticavo i compagni di classe che sono venuti a trovarla facendole tornare il sorriso e la voglia di recuperare ancora più in fretta per tornare a scuola con loro».

Situazione clinica. Adesso la bambina porta ancora i segni dell’incidente: «Nessun problema di natura neurologica - conclude mamma Sabrina -, ma le hanno ingessato una gamba spezzata dalla pianta cadutale addosso e ha un leggero problema a un occhio che, stando ai medici, è di natura traumatologica. Presto si sottoporrà a una visita oculistica, ma non dovrebbero sussistere gravi problemi». Il peggio è passato. E la bimba tornerà a correre nelle sue montagne.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze