Sicurezza
Un maxipadiglione da spostare o da frazionare
LUCCA. In principio, giusto vent’anni fa, a farla da padroni erano i giochi di ruolo e quelli in scatola. Con il passare del tempo si sono aggiunti quelli di carte (Magic e progenie), il ruolo dal...
LUCCA. In principio, giusto vent’anni fa, a farla da padroni erano i giochi di ruolo e quelli in scatola. Con il passare del tempo si sono aggiunti quelli di carte (Magic e progenie), il ruolo dal vivo e - last ma sicuramente not least - i videogiochi. Risultato: i Games (nel frattempo entrati a pieno diritto nel nome della manifestazione) sono diventati, da soli, metà della manifestazione. Con tutti i problemi di spazio e di collocazione che questo gigantismo si è portato dietro. Soprattutto quando la kermesse è entrata nella città. In questi ultimi anni non sono mancati gli appelli, gli inviti, le raccolte di firme per liberare il campo Balilla dai pesanti stand.
Iniziative, come si dice oggi, bipartisan. Nel 2010 a lanciare il sasso fu Serena Mammini (centrosinistra), che si chiese se non era possibile allestire i padiglioni sulle Mura, anziché sotto le Mura. In tempi più recenti, poche settimane prima dell’ultima edizione, Pietro Fazzi aveva addirittura lanciato una raccolta di firme per chiedere lo spostamento dei Games al polo fiere a Sorbano.
Niente si è fatto, anche perché, sostengono gli organizzatori, uno spostamento richiederebbe una preparazione di molti mesi, forse superiore all’anno. E poi perché il maxipadiglione del Balilla si “vende” molto bene ai grandi nomi del divertimento - soprattutto quello elettronico: i giochi di carte, quelli di ruolo, la narrativa, i videogiochi sono visti come un’unica filiera e con un pubblico molto omogeneo.
Le ragioni commerciali però non possono essere tutto. Bisogna riconoscere che, di fatto i Games sono divisi in tre grandi aree: quella del gioco tradizionale, quella dei videogiochi e quella della narrativa. Tripartizione che non è campata in aria, ma messa nera su bianco nelle piantine dell’organizzazione di Lucca Games. E allora, se è vero che in città non esiste spazio grande a sufficienza per ospitare l’intero padiglione, forse ne esistono tre, sufficientemente vicini, per ospitarne tre, uno per tematica. Una soluzione certamente non per l’edizione 2013, ma che potrebbe essere presa in considerazione per i prossimi anni.(l.c.)
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