Il Tirreno

Lucca

Severa, si va verso lo sciopero

di Luca Dini
 Severa, si va verso lo sciopero

«Non sarà pagata la mensilità del 10 marzo». Giovedì un incontro cruciale in prefettura

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GALLICANO. «Niente fa pensare che gli stipendi saranno pagati». Così il segretario della Cgil Michele Massari commenta l’incontro tenutosi ieri tra i lavoratori di Severa. Un incontro duro, per gli argomenti trattati. E che potrebbe preludere a nuove azioni di protesta da parte dei dipendenti dell’azienda di recupero rifiuti della Garfagnana: scioperi organizzati e manifestazioni di piazza..

Non ci sono, infatti, garanzie e prospettive positive sul prossimo pagamento degli stipendi fissato per il 10 marzo e così si tornerebbe a due mensilità di arretrato per i dipendenti della società che gestisce la raccolta dei rifiuti in quasi tutta la Garfagnana.

Ma non c’è solo questo aspetto a non far dormire sonni tranquilli a sindacalisti e dipendenti. C’è, infatti, molta preoccupazione per l’indagine di mercato portata avanti da Gallicano ed anche da altri comuni. Un’indagine che - come abbiamo anticipato sull’edizione di ieri - serve per stabilire il costo effettivo del servizio.

Giovedì potrebbe tenersi un nuovo incontro in Prefettura. «Il comune di Gallicano è uno dei soci principali di Severa – analizza Massari –: venire a sapere che sta conducendo un’ indagine di mercato per analizzare i costi del servizio nel mentre ha affidato il servizio solo per tre mesi, non può che essere preoccupante. Vogliamo chiarezza sul futuro, i segnali che arrivano non sono rassicuranti». Insomma, il timore che serpeggia, anche visti questi movimenti, è che Severa possa andare verso la messa in liquidazione. A giorni dovrebbe ritrovarsi il cda dell’azienda, che va in scadenza ad aprile, e ci si augura che i comuni soci possano tracciare una strada per il futuro.

Intanto, giovedì prossimo il Prefetto dovrebbe convocare nuovamente le parti: «L’assemblea di stamani (ieri, ndr) non ha partorito alcuna decisione, ma solo preso atto delle ultime notizie ed anche di quelle che invece mancano, come la possibilità di pagare i prossimi stipendi – prosegue Massari – è probabile che giovedì prossimo ci sia un nuovo incontro dal Prefetto, vedremo la risposta dell’azienda e dei comuni. Tornare a due mensilità arretrate sarebbe un duro colpo per i lavoratori che sino ad oggi hanno sempre agito con grande correttezza e professionalità.

«Solo dopo questo incontro - conclude Massari -, e conseguentemente a quello che dovrebbe tenersi tra i vertici della società e i Comuni, si potrà stabilire quale linea terranno i dipendenti».

Dopo la crisi di febbraio, stavolta le sigle sindacali potrebbero proclamare degli scioperi organizzati oltre ad altre manifestazioni nelle piazze.

La sensazione è che si possa essere comunque ad una svolta visto che la maggior parte dei Comuni ha affidato l’incarico a Severa solo per tre mesi e non solo Gallicano si sta movendo per indagini di mercato nel settore.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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