Finanza
Nuova Lam, acqua contaminata
La perizia indica il ferro presente in concentrazione 420 volte in più rispetto ai limiti di legge
ALTOPASCIO. Per il geologo Marco Mancini di Firenze consulente della procura in relazione alle analisi di circa 31mila metri quadrati sugli oltre 200mila dell’area in cui si estende la Nuova Lam di Marginone - azienda produttrice di laterizi - l’acqua della falda è contaminata da metalli e idrocarburi con valori ben più alti rispetto a quanto prevede la legge. È soltanto uno degli aspetti legati all’inchiesta sulla presunta discarica abusiva nella cava della Nuova Lam, la ditta finita sotto inchiesta e sequestrata preventivamente nell’ottobre 2011 dal sostituto procuratore Lucia Rugani attraverso l’impiego della polizia stradale, la forestale e la municipale di Altopascio. Per l’accusa la Nuova Lam aveva l’autorizzazione della Provincia a riempire gli scavi di argilla e con materiale previsto dalla legge. Ma attraverso appostamenti e riprese di video sorveglianza gli investigatori avevano accertato che nell’area accedevano camion pieni di materiale che entravano e scaricavano senza controlli. I due fratelli amministratori della Lam - entrambi residenti a Montecatini Terme - erano finiti nel registro degli indagati con l’accusa di gestione di discarica non autorizzata, deposito incontrollato di rifiuti immessi nelle acque superficiali in assenza di autorizzazione paesaggistica e omesso controllo sulla tipologia di rifiuti per i quali l’azienda non era autorizzata.
Cosa dice la consulenza. C’è voluto oltre un anno affinché il consulente, in collaborazione con l’Arpat, potesse concludere l’accertamento e inviare gli atti alla procura. Dalle analisi risulta la presenza di alcuni metalli in tutti i campioni con concentrazione estremamente elevate (il ferro nel piezometro 1 è presente in concentrazione 420 volte superiore ai limiti di legge. Con l’Arpat è stato concordato di provvedere al campionamento di pozzi nelle case limitrofe per definire la concentrazione presente nell’area e scongiurare contaminazioni su superfici più estese. Da quelle analisi è stato possibile evidenziare che la contaminazione delle acque risulta in dipendenza diretta con i materiali stoccati in cava e lisciviati dalle acque sotterranee. Niente contaminazione quindi sui pozzi privati vicini.
Sviluppi. Chiuse le indagini scientifiche l’attività della procura andrà avanti per accertare le responsabilità.
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