Il Tirreno

Lucca

Le cassette delle elemosine utilizzate come un bancomat

di Luca Tronchetti ; di Luca Tronchetti
Le cassette delle elemosine utilizzate come un bancomat

Coppia sorpresa dalla polizia nella chiesa di San Salvatore mentre s’impossessa dei soldi delle offerte Lei inginocchiata finge di pregare e invece con un marchingegno pesca le monete lasciate dai fedeli

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LUCCA. Il loro bancomat personale era rappresentato dalle cassette delle elemosine nelle chiese del centro Italia. Proprio come nel film “Il Principe e il Pirata” della  coppia Pieraccioni-Ceccherini.

Già una volta la protagonista della vicenda era stata pizzicata mentre pescava nell’alms-box della cappella di un ospedale marchigiano e in quella circostanza se l’era cavata con una denuncia.

Stavolta Marta Trudzik, 39 anni, polacca, non ha potuto evitare il carcere. Arrestata da una volante della polizia su segnalazione di un fedele mentre con un rudimentale marchingegno s’impossessava delle monete e delle banconote all’interno della scatole delle offerte nella chiesa di San Salvatore in piazza della Misericordia.

In meno di un’ora – con la complicità del compagno connazionale di 37 anni che fungeva da palo all’ingresso – la donna era riuscita a guadagnarsi la giornata prelevando 30 euro in monete di vario taglio. Alle 16,30 di lunedì pomeriggio gli agenti della volante l’hanno trovata in ginocchio di fronte all’altare, ma invece di pregare stava “pescando” nella fessura della cassettina con un marchingegno composto da un metro metallico flessibile, di quelli usati nell’edilizia per le misurazioni, alla cui estremità era applicato un adesivo rinforzato da una colla in modo che le monetine si appiccicassero sopra e fuori uscissero per finire nelle tasche della donna. Sequestrata l’attrezzatura la coppia è stata condotta in questura e sentito il sostituto procuratore Sara Polino il palo è stato denunciato e l’esecutrice materiale del furto sacrilego arrestata. Ieri mattina il giudice monocratico Letizia Di Grazia ha convalidato l’arresto e la polacca ha patteggiato a un anno di reclusione senza i benefici di legge. Resterà in carcere per i precedenti specifici e nel pomeriggio è stata trasferita nella sezione femminile del penitenziario don Giovanni Bosco di Pisa.

Dagli accertamenti svolti dalla polizia la donna dell’Est aveva alle spalle una serie di denuncia per furti nelle chiese: a Monterosso  nella zona delle Cinque Terre, a Firenze e a Pisa mentre la sera di San Silvestro dello scorso anno giunta al pronto soccorso di Ancona per un malore improvviso era stata sorpresa da una degente nella cappella dell’ospedale non a pregare per la sua guarigione, ma ad impossessarsi dei soldi in essa contenuti. Nei confronti di Marta Trudzik e del suo compagno scatterà il foglio di via obbligatorio emesso del questore. Sono sempre di più i furti di elemosina nelle chiese. Un paio di settimane fa i carabinieri di Capannori individuarono due persone della Piana mentre con lo stesso metodo s’impossessavano delle elemosine del Santuario della Madonnina a Lunata.

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