Il Tirreno

Lucca

Il rilancio? Si fa con i piccoli progetti

di Barbara Antoni
Il rilancio? Si fa con i piccoli progetti

Un esempio: ritinteggiare. Gli operatori chiedono attenzione. E promuovono l’ipotesi di Ascom del mercato di filiera corta

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LUCCA. Semivuoto e desolato. Freddo. La vetrina della pescheria infranta da un atto vandalico, l’albero di Natale spogliato degli addobbi ancora al centro del chiostro. È mezzogiorno, ora di spesa, di affaccendamenti per il pranzo e la cena della giornata. Ma il Carmine è triste, almeno nei suoi larghi spazi. Se non fosse per i capannelli di signore riunite per un caffè al bar del Sole, o quelle che vanno a comprare la carne dal macellaio Roberto Cortopassi e si affacciano al banco di ortofrutta, l’ex mercato generale del centro storico sarebbe un deserto. Solo due banchi rimasti; dei venti fondi sul perimetro del chiostro, solo sei occupati. Eppure, tra i pochi operatori che lo abitano l’entusiasmo non si smorza, l’idea che un rilancio sia possibile non muore.

«Non c’è turista entrato a prendere un caffè che non si sia fermato ad ammirare la struttura - dice Monica Marcone, titolare del bar del Sole, col marito Ernesto Caiazzo- e lo vedono ridotto così. Figurarsi se fosse rimesso a posto, anche un poco. La percezione che abbiamo è che un luogo come questo abbia ancora molte potenzialità».

Da quarant’anni, all’incirca, le amministrazioni che si sono succedute hanno tentato piani di rilancio, grandi progetti, contatti con grandi gruppi del commercio. Sempre andati a carte e quarantotto. Al contrario, dice Monica Marcone, «basterebbe mettere in piedi una cosa più sobria. Senza fare grosse ristrutturazioni, il Carmine si potrebbe migliorare, si potrebbero invogliare nuovi operatori ad aprire attività nei fondi vuoti. Tutti i giorni sentiamo dalla gente che abita nel centro storico lamentarsi perché per fare la spesa deve andare nei supermercati fuori città. Se si comincia col ripulire, col ritinteggiare, il Carmine assumerà subito un aspetto nuovo, invitante. E che attragga gente lo prova il fatto che quando ci sono state mostre, abbiamo sempre visto un gran viavai.Al momento, credo che il progetto migliore sia quello proposto da Confcommercio di allestire qui un mercato di prodotti della filiera corta. Certo è - aggiunge - che se invece si andasse verso il progetto della cittadella del gusto, allora dovrebbero essere previsti per gli operatori agevolazioni per il carico e scarico merci, per la sosta».

La politica dei piccoli passi è condivisa anche dal macellaio Cortopassi. «Basterebbe solo la volontà di cominciare a fare qualcosa - dice mentre taglia una costata di maiale -. I grandi progetti possono anche aspettare, intanto procediamo col mercato di filiera corta. I parcheggi che mancano non sono un problema: potremmo attrezzarci noi con mezzi elettrici per portare la spesa alle auto dei clienti parcheggiate magari fuori dalle Mura».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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