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Ospedale, i sindaci chiedono il referendum

Ospedale, i sindaci chiedono il referendum

I primi cittadini della Media Valle ufficializzano la richiesta alla Regione Il Pd pretende il rispetto degli accordi sulle caratteristiche del nuovo edificio

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CASTELNUOVO. «Decisioni importanti, come quelle relative al nuovo ospedale, non possono essere assunte senza il consenso dei cittadini. Per questo credo che il referendum consultivo sia la strada giusta per avere un ulteriore elemento di riflessione da sottoporre alla conferenza dei sindaci».

Lo afferma il presidente dell'Unione Comuni della Media Valle, Nicola Boggi. «I sindaci che hanno scelto Pieve Fosciana rappresentano una minoranza di cittadini spiega Boggi - il referendum serve proprio a dare voce a tutti su una questione che riguarda direttamente la popolazione. Nei prossimi giorni, i sindaci chiederanno al presidente della Regione Toscana di avvalersi di uno strumento di democrazia conclude - che l'ente stesso prevede».

Ma non è solo su questo fronte che si agitano le acque.

A Pieve Fosciana, i segretari del Pd delle Unioni Comunali e dei Circoli della Garfagnana, si sono incontrati con i sindaci per condividere e fare il punto della situazione circa la questione ospedale unico della Valle del Serchio, a seguito della conferenza aziendale, che ha ratificato il voto del 7 gennaio. Valutati i punti salienti che hanno caratterizzato il percorso fatto per giungere alla ratifica della decisione assunta dai sindaci nella conferenza zonale, i segretari, all’unanimità, hanno sollecitato i sindaci a ricercare un accordo con i loro colleghi della Media Valle del Serchio, e richiedere, tutti insieme, alla Regione l’impegno per la realizzazione dell’ospedale unico della Valle del Serchio, con le caratteristiche previste nell’accordo di programma sottoscritto nel 2012.

«Non possono essere 11 chilometri di distanza a modificare la tipologia del nuovo nosocomio e nemmeno i risultati di una commissione tecnica ancorchè qualificata – dicono in coro i segretari - un ospedale non si caratterizza per la sua localizzazione, forma e dimensioni, ma dalla qualità dei servizi che proponiamo agli utenti. Esperienze anche abbastanza recenti, sia nell’ospedale di Barga che in quello di Castelnuovo, sono la dimostrazione che la differenza la fanno le eccellenze professionali, mediche, paramediche ed infermieristiche, e che rendono attrattiva una struttura anche per utenze molto distanti».

E Francolino Bondi, consigliere comunale di Prima Castelnuovo, rivendica la validità della scelta del sito di Piano Pieve e pone un quesito:

«Cosa facciamo dell'attuale struttura ospedaliera visto che i tempi si fanno sempre più lunghi e sempre più incerti? E' nostra intenzione vigilare e porre all'attenzione dell'opinione pubblica questo aspetto del problema della sanità nella Valle che ci appare come il più urgente e che attende una risposta che dovrà essere la più logica e fattibile nel breve e medio termine».

Luca Dini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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