Il Tirreno

Lucca

«La Regione dica se vuole l’ospedale della Valle»

di Marco Innocenti
«La Regione dica se vuole l’ospedale della Valle»

Remaschi chiede chiarezza: «Mi pare che la linea sia di accorpare tutti i servizi a Barga o Castelnuovo e di fare il nuovo nosocomio. Tambellini? Nessuna guerra»

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LUCCA. «L’assessore regionale Luigi Marroni dia una versione chiara di cosa vuol fare per l’ospedale della Valle, dopo potremo decidere l’eventuale ubicazione. Ma non credo che la Regione vorrà sostenere questo investimento». Non è sbollita la rabbia del consigliere regionale Marco Remaschi (Pd) per il voto a sorpresa della conferenza dei sindaci sulla localizzazione dell’ospedale. Non tanto e non solo perché il Comune di Lucca ha dato il suo voto (invece di astenersi, come pareva convenuto) a favore di Piano della Pieve, quanto perché Marroni non ha di fatto preso posizione.

«Il governatore Enrico Rossi e l’assessore regionale – prosegue Remaschi – hanno più volte ribadito il loro impegno per la sanità pubblica nella Valle. Bene: è venuto il momento di vedere se mettono l’intervento nel piano programmatico e se lo dotano dei fondi necessari. La decisione sul sito verrà dopo. Io ho avuto la netta impressione che la frattura verticale che si è avuta nella conferenza dei sindaci sia dovuta al fatto che in realtà il nuovo ospedale non si vuole fare e che la linea sia quella di chiudere uno dei due presidi, accorpando quello che resta dei servizi in uno dei due ospedali esistenti. Mi pare che con il suo comportamento Marroni si sia delegittimato: l’indicazione della vera scelta spetta ora al presidente Rossi».

Duro resta anche il giudizio di Remaschi sulla presa di posizione del sindaco di Lucca, Alessandro Tambellini.

«Al di là del fatto che ha infranto l’accordo per cui i Comuni della Piana avrebbero dovuto astenersi – aggiunge il consigliere regionale – non è accettabile il tono professorale con cui Tambellini si è posto, pensando di essere solo lui l’interprete del buon senso. Non accettiamo lezioni, soprattutto sull’etica. Dopo la vicenda degli scrutatori, sarebbe meglio evitare questo tasto».

Guerra aperta dell’area renziana (guidata dal senatore Andrea Marcucci e da Remaschi) al sindaco di Lucca? Il consigliere non la vede in questo modo. «Non esiste questa faida dei renziani contro Tambellini, forse questo scenario è tirato in ballo da chi ha bisogno di crearsi continuamente nemici. Ma esigiamo che ci si confronti e ci si comporti con rispetto reciproco. Certo, Tambellini poteva esprimere una scelta di campo, ma non doveva usare quel tono da unico depositario della verità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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