Sicurezza
Evaso resta in cella in attesa dell’udienza con rito direttissimo
LUCCA. Ha ottenuto quello che voleva. Stare lontano dal campo nomadi e tornarsene in carcere. Belmonte Cavazza, 53 anni, originario di Trento, ieri mattina si è presentato davanti al giudice...
LUCCA. Ha ottenuto quello che voleva. Stare lontano dal campo nomadi e tornarsene in carcere. Belmonte Cavazza, 53 anni, originario di Trento, ieri mattina si è presentato davanti al giudice accompagnato dal comandante della stazione dei carabinieri di San Concordio. Proprio il maresciallo Vincenzo Finocchi aveva ricevuto sabato la visita del nomade arrestato e messo ai domiciliari oltre cinque mesi fa quando venne accusato della rapina a una donna di mezza età che stava effettuando un prelievo di soldi dal bancomat dell’ufficio postale di San Concordio. Al momento, in attesa dell’udienza con rito direttissimo, Cavazza se ne va in carcere. Una settimana in attesa della decisione del giudice nel processo che vede imputato il nomade per evasione. Poi spera di poter scontare la pena nell’abitazione di un parente a S. Angelo in Campo.
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