Sicurezza
Lavoro, dramma per chi è in mobilità: via gli incentivi
Si cominciano a sentire gli effetti della legge di stabilità che non agevola più l’assunzione di chi è stato licenziato
LUCCA. Si sentono “cornuti e mazziati”: sono i lavoratori che, dopo essere stati licenziati da piccole aziende a causa della crisi, vedono sfumare anche la possibilità di essere assunti attraverso le liste di mobilità. Decine, forse centinaia, di persone che si sono rivolte al Centro dell’impiego di Lucca solo per venire a sapere che, a partire dal 1° gennaio 2013, tutto è cambiato. In peggio, naturalmente.
Cosa è successo? La legge di stabilità di fine 2012 (vale a dire la vecchia Finanziaria), non ha confermato per il 2013 gli incentivi per le aziende che “pescavano” dalle liste di mobilità. Potevano chiedere l’iscrizione a quest’ultime i lavoratori di piccole aziende (meno di 15 dipendenti, quindi sostanzialmente senza ammortizzatori sociali) che erano stati licenziati per “giustificato motivo oggettivo”. Una formula, questa virgolettata, che tradotta significa licenziati a causa della crisi economica e dello stato di sofferenza delle aziende.
Fino alla fine dello scorso anno, chi assumeva da queste liste poteva godere di sostanziosi incentivi sugli oneri previdenziali, del tutto simili a quelli previsti per gli apprendisti. L’azienda, infatti, avrebbe goduto di 12 mesi di aliquota al 10% per i contratti a tempo determinato e, successivamente, di altri 12 mesi al 10% in caso di trasformazione del rapporto in tempo indeterminato. Se, invece, l’assunzione avveniva direttamente a tempo indeterminato, lo sgravio era di un anno e mezzo. Ora queste agevolazioni rimangono valide solamente per le aziende che assumo lavoratori che provengono da una vera e propria procedura di mobilità.
Luca Cinotti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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