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Lucca

sceglie il carcere

«Arrestatemi non voglio restare al campo Rom»

«Arrestatemi non voglio restare al campo Rom»

LUCCA. Da oltre cinque mesi è agli arresti domiciliari per aver rapinato una donna di mezza età che stava prelevando dei soldi dal bancomat dell’ufficio postale di via Carlo Del Prete a S. Anna...

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LUCCA. Da oltre cinque mesi è agli arresti domiciliari per aver rapinato una donna di mezza età che stava prelevando dei soldi dal bancomat dell’ufficio postale di via Carlo Del Prete a S. Anna puntandole un coltello alla gola.

Un malvivente avvezzo al crimine che in passato fu condannato a 12 anni per sequestro di persona e che sino al marzo del 2012 rimase recluso nella casa di lavoro di Cagliari, uno stabilimento penale riservato a detenuti socialmente pericolosi.

Eppure Belmonte Cavazza, 53 anni, originario di Trento, detenuto ai domiciliari al campo nomadi di via delle Tagliate, l’altro pomeriggio ha lasciato il luogo dove si trovava e si è diretto verso una caserma dei carabinieri. «Basta, non ce la faccio più a stare al campo nomadi. Ho paura che possa accadere qualcosa. Voglio tornare in carcere». Parole che hanno lasciato di stucco il maresciallo. Che, codice alla mano, dopo aver informato il sostituto procuratore Piero Capizzoto ha provveduto all’arresto del nomade con l’accusa di evasione. Stamani si terrà il processo con rito direttissimo.

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