Finanza
I comitati: Provincia come Pilato
«Stiamo ancora aspettando il consiglio aperto sulle biomasse»
FORNOLI. Sono passate appena 48 ore dalla pubblicazione delle sentenze emesse dal Consiglio di Stato sul caso Alce e i comitati hanno deciso di diffondere un comunicato per commentare ufficialmente la decisione della Corte e rispondere alle dichiarazioni rilasciate dalla Provincia: «Secondo l’Ente territoriale le sentenze dimostrerebbero la correttezza delle procedure seguite nella concessione dell’autorizzazione all’azienda - si legge nella nota dei comitati -.
«Queste affermazioni sono incongrue e fuorvianti. La Provincia, infatti, pilatescamente continua a lavarsi le mani pur essendo di fronte a una questione così dirompente sul piano ambientale e sanitario, quale è un inceneritore da 150.000 tonnellate all’anno di biomassa che aggraverebbe l’inquinamento da polveri sottili già ufficialmente fuori dai limiti di legge».
Secondo quanto sostenuto dai comitati, «non è con una difesa d’ufficio dell’operato del suo Dirigente che la politica provinciale assolve al suo dovere di buon governo del territorio. Siamo inoltre ancora in attesa che il presidente del Consiglio Provinciale e l’assessore all’Ambiente concedano il Consiglio Provinciale aperto sulla questione biomasse, così come richiesto da 11 Associazioni della Provincia».
Per quanto riguarda le conclusioni del grado ultimo della giustizia amministrativa (che giudicato irricevibili i ricorsi perché presentati oltre i termini previsti dal codice), i Comitati ribadiscono che «le due sentenze del Consiglio di Stato non entrano minimamente nel merito delle questioni sollevate dai ricorrenti e liquidano sbrigativamente i due appelli dei cittadini con un inaccettabile pretesto procedurale. Nei fatti il Consiglio di Stato si è rifiutato di esaminare il contenuto dei ricorsi e non si è assunto la responsabilità di dare un giudizio nel merito. La Corte ha sostanzialmente scaricato il problema».
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