Il dolore
Conquista Milano con i suoi gioielli
L’ex giocatrice e allenatrice di basket si è imposta come creatrice dopo aver lasciato l’impiego da segretaria
LUCCA. Per il suo marchio ha scelto “Garbo”, come la divina Greta. E alle sue creazioni, fatte tutte a mano lavorando all'uncinetto cotone e filo di metallo, ha dato nomi di donna - Angelica, Amalia, Azzurra, Bianca, Carmen, Cloe - scorrendo l'alfabeto e fermandosi su quelli che le piacciono di più. Per i suoi orecchini, bracciali e collier, ora, è arrivata alla lettera G, ma grazie a loro è giunta molto più su, dove non si sarebbe mai aspettata.
La bigiotteria di Antonella Pecchia, 52 anni, lucchese, un diploma di segretaria d'azienda, ex giocatrice e allenatrice di basket, ha conquistato le vip di ogni età e le strade dell'alta moda. In tv e su Oggi.
Piera Detassis, direttore del mensile cinematografico Ciak e tra i fondatori del Festival internazionale del cinema di Roma, è stata stregata dalla speciale tonalità di verde degli orecchini Azzurra.
Che, grazie a una ripresa televisiva proprio durante il festival romano, sono approdati su Rai Tre, indossati dalla Detassis.
La conduttrice televisiva Fiammetta Cicogna, invece, li ha voluti in nero ed è stata fotografata a tutta pagina sulla celebre rivista Oggi.
Via Montenapoleone. I gioielli “Garbo”, poi, hanno fatto breccia anche nel mondo sportivo: Gabriella Mancini, giornalista della Gazzetta dello Sport, ha optato per un paio di pendenti di colore grigio. E chissà in quali altri salotti e serate mondane non pubblicizzate le creazioni della stilista lucchese sono state ammirate dopo il passaggio dalle vetrine di via Montenapoleone a Milano, la strada top dell'alta moda.
La coperta all'uncinetto. «Chi se lo sarebbe mai aspettato?», dice Antonella, ancora incredula, ma orgogliosissima che i suoi gioielli siano così apprezzati.
Ha cominciato quattro anni fa, seguendo una passione e una naturale attitudine al lavoro all'uncinetto e ai ferri, oltreché al ricamo.
«Cose che si imparano da piccole – spiega – e, un tempo, insegnavano anche a scuola. Ma ho sempre avuto una predilezione per l'uncinetto. Il mio vanto è una coperta, per la quale mi si sono voluti tre anni, lavorandoci ogni giorno: è una meraviglia».
I primi orecchini. Oltre ai classici lavori casalinghi, Antonella – che per stare dietro ai due figli, oggi 20 e 14 anni, aveva lasciato l'impiego da segretaria in un ufficio – cominciò a dilettarsi con uncinetti e fili più sottili, cotone, seta, lino, per realizzare orecchini: molto grandi, appariscenti ma nello stesso tempo eleganti, impreziositi a volte da pietre o da altri accessori, dalla forma ovale bombata, non piatta, che ne ha dato subito un'identificazione precisa, un'impronta caratteristica.
«Mi vennero bene - racconta – e senza pensarci troppo su, come del resto faccio sempre. Mi piace la moda, la seguo, ma mi accorgo di non esserne influenzata».
Basket galeotto. Il passo successivo, cioè fare qualcosa per gli altri e non per sé, arrivò per caso e grazie a un'altra passione, anch'essa scoppiata in tenera età e mai abbandonata: il basket.
Giocatrice per anni e poi allenatrice dei ragazzi, segue tuttora con grande entusiasmo le imprese della squadra lucchese di basket femminile, approdata ai massimi livelli, con cui collabora stabilmente.
«La mamma di un bambino che allenavo – racconta – vide un paio di orecchini fatti da me e se ne innamorò. Qualche sera dopo, indossandoli, andò a Forte dei Marmi alla presentazione della nuova collezione della stilista Del Cima, che, a sua volta, ne rimase colpita».
Neanche un mese dopo, ad Antonella arrivò un ordine di venti modelli.
Garbo. Le cose iniziavano a farsi serie. Serviva un campionario, un book e, soprattutto, un nome. «Mi venne in soccorso mio nipote, che ha un'agenzia di pubblicità – prosegue Antonella -. Chiamati Garbo, mi disse, racchiude un sacco di significati: il garbo lucchese, un modo di dire tutto toscano e poi la Garbo si chiamava Greta, come mia figlia».
Nello stesso stile – quasi multitasking, prendendo a prestito il linguaggio informatico – è il logo: un disegno che richiama il rocchetto del filo e nello stesso tempo delinea una A e una P, le iniziali di Antonella. Accanto altre due lettere, in minuscolo piccolissimo: HM, cioè “hand made”, fatto a mano, replicato poi sotto per intero, sempre in maiuscolo, e con l'aggiunta di “with love”, con amore.
Il filo in merceria. Ogni creazione Garbo, dunque, è originale, unica, nata dalla passione, dall'estro e dalla pazienza di Antonella. Alla lavorazione in cotone, che compra in una storica merceria alla SS. Annunziata, la stilista-artigiana ha aggiunto quella con il filo di metallo, di cui si rifornisce nel Pisano. Più difficile, quest'ultima, visto che l'uncinetto da manovrare è praticamente sottile come un ago e per terminare un paio d'orecchini le serve una giornata intera. Per questo, ma non solo, i suoi oggetti non costano poco - circa 130 euro per i pendenti - e sono rivolti a una fascia di pubblico medio alta.
Il sogno. Dopo essere stati in vendita a Milano, ora i gioielli Garbo si possono trovare a Pietrasanta, nel concept store “Dada”, oltreché dalla stessa Antonella, che lavora a casa e sogna di aprire un piccolo laboratorio artigianale. Al momento i suoi contatti passano dalla pagina Facebook – il nome, ovviamente, è Garbo – e dal cellulare (328 4771399). E forse sarà possibile ammirare la sua abilità alla prossima mostra internazionale dell'artigianato di Firenze.
«Ho fatto la richiesta per partecipare all'angolo del “Saper fare” - conclude – e sto incrociando le dita».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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