Il Tirreno

Lucca

Una marea di nominati “sicuri” del posto in lista

di Luca Cinotti

A confronto gli elenchi del 2012 e del 2013: quattro nomi su dieci coincidono E l’anno scorso Favilla “rinunciò” a introdurre l’estrazione casuale

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LUCCA. La percentuale è di quelle così alte da farti pensare che qualcosa che non vada ci sia: il 41%. Tanti infatti, sono i nomi che ricorrono sia nella lista degli scrutatori nominati per le elezioni di sabato e domenica scorsi, sia nell’elenco di quelli che parteciparono alle votazioni (primo turno e ballottaggio) che nella primavera del 2012 videro Alessandro Tambellini diventare sindaco di Lucca.

Per la precisione i nomi identici, trovati spulciando e confrontando le due liste, sono 149 su circa 360.

Questi numeri, ovviamente, sono calcolati sui coloro che sono stati nominati in prima battuta: non tengono, quindi, conto di eventuali rinunce da parte degli scrutatori che portano poi a scorrere la lista dei sostituti.

Insomma: su circa 4mila iscritti all’albo degli scrutatori, in realtà la rosa di quelli fra i quali scegliere i componenti del seggio sembra assai ristretta. E se è immaginabile che almeno parte di questa situazione sia dovuta al bisogno di confermare chi questo lavoro l’ha già fatto per evitare problemi e intoppi, resta il fatto che il metodo di nomina da parte della commissione elettorale rischia di tagliare centinaia di possibili candidati.

E questo è un problema trasversale alle maggioranze che hanno avuto il compito di guidare Palazzo Orsetti e ai loro colori. Per le elezioni del 2012, infatti, gli scrutatori vennero nominati da una commissione elettorale assai diversa da quella attuale. A presiederla, infatti (dopo la rinuncia di Mauro Favilla, dovuta al fatto che si ricandidava) c’era il Pdl Marco Modena. “Azzurro” anche un altro componente, Roberto Lotti, mentre Vincenzo Giorgi era di Governare Lucca e Matteo Garzella del Partito Democratico.

La questione sorteggio sì-sorteggio no si propose anche in quell’occasione. Da più parti, infatti, arrivarono inviti all’amministrazione perché trovasse un metodo di nomina degli scrutatori che non fosse la semplice designazione. Tuttavia queste speranze furono gelate, l’11 di aprile (a meno di un mese dal primo turno delle elezioni) da un comunicato stampa dove si leggeva, fra l’altro, che la commissione «avrebbe voluto procedere secondo criteri di trasparenza massimo, come il sorteggio dei nominativi, ma durante la discussione si è convinta, come gli uffici comunali preposti e i commissari hanno dimostrato che, pur volendo procedere in questa direzione, oltre ad altre difficoltà di carattere organizzativo da valutare, non sussistono più i tempi necessari per invitare gli iscritti nell’elenco a dichiarare il proprio interesse». Una situazione che si immagina essere stata nota anche negli anni precedenti, senza che nessuno ci mettesse mano. E così, quasi per inerzia, si è replicata fino al 2013. Quando i nodi sono arrivati al pettine.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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