La manifestazione
Salme fatte a pezzi nei cimiteri comunali: in quattro a processo
Lo facevano per risparmiare sulle esumazioni: a giudizio il titolare e gli operai di una ditta di Porcari
Quando, nel corso delle esumazioni, si trovavano ad avere a che fare con salme non ancora del tutto decomposte dal trascorrere del tempo e che, per questo, non potevano essere trasferite altrove, non si sarebbero fatti scupoli: secondo la procura, a quel punto ricorrevano a cesoie e a colpi di vanga per fare a pezzi i cadaveri e rinchiuderne poi i resti in sacchi della spazzatura da sotterrare di nuovo al di sotto delle nuove bare. Tutto questo per risparmiare.
Saranno in quattro, il prossimo15 ottobre, a comparire davanti al giudice monocratico del tribunale di Pistoia. Per tutti l’accusa mossa dal pubblico ministero Luigi Boccia è vilipendio e distruzione di cadavere in concorso. E per uno degli imputati, il titolare di un ditta di Porcari che aveva avuto in appalto la gestione dei cimiteri, anche quella di frode nelle pubbliche forniture.
Il rinvio a giudizio è stato decretato dal gup Roberto Tredici al termine dell’udienza preliminare nei confronti del titolare della ditta Essepi Costruzioni, di Porcari, Sergio Pellini, 55 anni, e di tre suoi dipendenti: Gheorghe Alin Caldare, 32 anni, romeno, residente a Pescia, Gianfranco Santini, 66 anni, di Capannori, e Stefano Pellicciotti, 44 anni, di Porcari.
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