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Lucca

reggiannini e moriconi

Nomine legali, niente parentopoli

Nomine legali, niente parentopoli

Parenti stretti al seggio? «Avevano tutti i diritti per andarci»

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LUCCA. La moglie e la figlia erano al seggio a fare le scrutatrici, ma è tutto in regola. Lo dicono Carla Reggiannini (assessore al sociale e vice sindaco ) e Paolo Moriconi, consigliere comunale del Pd.

«Parto dal presupposto che andare a lavorare alla sezione elettorale è innanzitutto un servizio per la collettività - dice la professoressa Reggiannini -. Mia figlia è studentessa universitaria senza reddito, quindi ha i requisiti indicati alla commissione elettorale dal nostro sindaco. Aveva già fatto la scrutatrice e a novembre ha ripresentato la domanda. È stata nominata, nel pieno rispetto della legge. Io non ho fatto alcuna pressione e tra l’altro in vita mia non ho mai, dico mai, chiesto una raccomandazione che sia una. Quindi di fronte alla mia coscienza mi sento serena e tranquilla. Mia figlia è maggiorenne e ha deciso con la propria testa: io non le ho suggerito di dimettersi (come fatto da altre persone legate ad esponenti della maggioranza, ndr) perché non ne vedono il motivo».

Moriconi dice lapidario: «Non vedo il problema». Poi spiega: «Mia moglie è iscritta da 15 anni alla lista degli scrutatori, ruolo che prima delle ultime elezioni aveva svolto già quattro volte. È invalida, disoccupata, senza reddito, in passato ha lavorato e andrà in pensione nel 2020. Insomma, aveva i numeri per andare al seggio. La mia moralità non è in dubbio. Io, tra l’altro, sono uno dei consiglieri che non ha ritirato il permesso pere entrare in auto nella ztl: parcheggio fuori e vengo in città a piedi. Non voglio privilegi». (d.c.)

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