Trasporti
Documenti “impossibili” per un bimbo
FABBRICHE DI VALLICO. L’11 febbraio scorso è nato un bambino all’ospedale di Barga da genitori nigeriani residenti nel centro di accoglienza di Fabbriche di Vallico, gestito dall’associazione di...
FABBRICHE DI VALLICO. L’11 febbraio scorso è nato un bambino all’ospedale di Barga da genitori nigeriani residenti nel centro di accoglienza di Fabbriche di Vallico, gestito dall’associazione di volontariato Partecipazione & Sviluppo.
Al piccolo nessuno sembra in grado di garantire un’assistenza sanitaria. Gli operatori del centro sono rimbalzati da un ufficio a un altro, senza risposte certe. Il bambino non ha codice fiscale e l’ufficio delle entrate lo richiede per procedere con le pratiche della tessera sanitaria. La Questura dice che non può inserire il nome del bambino nel permesso posseduto dalla mamma, se non dopo una nuova procedura, che richiederebbe probabilmente qualche mese, in cui la mamma dovrebbe rinnovare il suo permesso e pagare nuovamente. Ma tutto ciònon sarebbe sufficiente perché, con gli ultimi cambiamenti, l’ufficio delle entrate richiederebbe anche una residenza, cosa che la famiglia nigeriana non ha essendo ospite di un centro di accoglienza. L’unico documento che possiede il piccolo è l’atto di nascita del comune di Barga.
L’emergenza dei profughi provenienti dalla Libia con febbraio è apparentemente finita Infatti il 28 era la data ultima, per tutte le strutture di accoglienza in Italia, per dare ospitalita’ ai profughi. In realtà gli ospiti non sono ancora in regola coi documenti e in più pochissimi hanno una vaga idea di dove andare anche con la buonuscita di 500 euro che dovrebbe essere assegnata a ciascuno.
Stefano Elmi
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