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A Camaiore decide la sorte

A Camaiore decide la sorte

Un programma “sceglie” i nomi e la commissione si limita a prendere atto

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LUCCA. Fra i tanti commenti letti sulle pagine dei giornali negli ultimi giorni sul caso-scrutatori, molti avevano, parola più parola meno, questo tenore: «La legge non consente di nominare i componenti dei seggi per sorteggio». In realtà alcuni esempi in Toscana, dimostrano che quest’affermazione non è corretta: con un po’ di creatività (e soprattutto un po’ di volontà) si possono trovare modi di introdurre un criterio “trasparente” nella nomina degli scrutatori.

A Camaiore, ad esempio, il consiglio comunale a maggioranza centrosinistra che appoggia il sindaco Alessandro Del Dotto (eletto nella stessa tornata di Tambellini) ha realizzato il sorteggio.

Come funziona, lo ha spiegato lo stesso primo cittadino al nostro giornale solo pochi giorni or sono: «Abbiamo estratto i nomi a sorte con un programma specifico e i nomi selezionati sono stati fatti propri dalla commissione elettorale».

Quest’ultimo passaggio, infatti, è necessario per rispettare la forma della legge, che prevede una designazione esplicita da parte dei commissari. Ma a Camaiore, in realtà, questi ultimi si limitano a prendere atto di quanto “deciso” dal computer. Sempre nell’intervista rilasciata al nostro giornale, Del Dotto ha spiegato senza mezzi termini il perché di questa scelta: «Le nomine degli scrutatori in fase elettorale sono una buona moneta di scambio. La motivazione che ufficialmente si adduce per contrastare il sorteggio è che ti può sempre arrivare un incapace, ma con il clientelismo, dovendo fare favori, l’incapace te lo puoi ritrovare lo stesso. Almeno con l’estrazione è la sorte che decide».

Una scelta analoga è stata effettuato, in provincia di Pisa, anche dal Comune di Vicopisano. In questo caso l’estrazione a sorte va avanti addirittura dal 2009, quando si è insediato il sindaco Juri Taglioli.

In quest’ultima tornata si è però scelto di fare qualcosa di più rispetto alla semplice estrazione a sorte: sono stati infatti depennati dalla lista dei possibili scrutatori coloro che avevano già svolto il ruolo nell’ultima tornata elettorale.

Insomma, una maniera per garantire una sorta di ricambio ed evitare che accadono “coincidenze” come quelle che raccontiamo nel pezzo in alto, con tantissimi nomi che, da un anno all’altro, coincidono.

Qualche correttivo si è messo in campo anche a Livorno, dopo che nel 2011 un consigliere comunale del Partito democratico garantiva su Facebook che avrebbe piazzato i suoi amici: un terzo dei posti, nella città dei Quattro Mori, viene infatti lasciato agli under 35, un terzo per i giovani alla prima esperienza e un 50% alle donne. (l.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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