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Lucca

Scomparso Giusti l’industriale che era un mito del jazz

Scomparso Giusti l’industriale che era un mito del jazz

Il titolare dell’Ondulato omonimo di Altopascio aveva dominato la scena della musica con il Quartetto di Lucca

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LUCCA. Lutto nel mondodell’imprenditoria e della musica.

È morto a Firenze, a 77 anni, Giampiero Giusti, titolare dell’omonima azienda cartaria di Altopascio che aveva ceduto pochi anni fa, noto anche per i suoi trascorsi di batterista e jazzista di fama internazionale come anima del celebre Quartetto di Lucca, formazione storica che ha segnato il jazz degli anni Cinquanta-Sesanta.

La notizia è stata comunicata da Giovanni Tommaso, direttore delle clinics di Umbria Jazz e già membro anche lui del Quartetto di Lucca.

La data dei funerali non è ancora stata fissata perché si attende che il figlio rientri dagli Stati Uniti.

Giusti, personaggio molto noto in città, era stato uno dei fondatori del circolo Lucca Jazz (rinato nel 2004).

Nonostante la fama e la sua lunga carriera e poi gli impegni da imprenditore che spesso lo portavano in giro per il mondo, Giusti non aveva mai perso il contatto con la sua città e con l'ambiente dei musicisti jazz lucchesi.

Da una sua idea e sotto la direzione artistica del maestro Antonello Vannucchi, due mostri sacri entrambi protagonisti del mitico quartetto, ha ad esempio preso di recente corpo Lucca Jazz Donna, la grande rassegna dedicata al jazz al femminile.

La band lucchese era nata sulla scia del Modern Jazz Quartet verso la fine degli anni Cinquanta come quintetto, poi diventato quartetto. In quel periodo Lucca era diventata una capitale del jazz, con grandi nomi in città come Chet Baker, Lars Resberg, Jaques Pelzer.

Il gruppo di Giusti aveva poi avuto anche un'anima pop con la partecipazione al festival di Sanremo, la presenza nell'orchestra della Rai e un 45 giri di musica leggera: era però cambiata la denominazione in “I 4 di Lucca”, che avevano inciso perfino alcune cover dei Beach Boys, oltre che canzoni di Bruno Martino. Importante anche la collaborazione con Enzo Jannacci.

Nel 2007, a distanza di 30 anni, i Quattro di Lucca erano tornati ad esibirsi al Giglio.

Il figlio di Giusti, Giovanni, bassista, è stato studente dei corsi estivi che il Berklee da molti anni tiene a Perugia nel contesto del festival umbro.

I funerali dell’imprenditore jazzista si terranno domani mattina a Firenze, e poi la salma sarà traslata a Lucca.

A Firenze Giusti abitava in via Ghibellina, dove aveva una cantina che ospitava concerti dei grandi più jazzisti, anche contemporanei. La passione dell’imprenditore per il jazz e la musica era così forte che spesso non esitava a improvvisare concerti anche nelle riunioni con gli amici. Tra gli estimatori dello scomparso il pianista Stefano Bollani, di cui era diventato amico.

Vittorio Barsotti, presidente del Circolo del Jazz di Lucca, ricorda così Giusti:

«Giampiero è stato un monumento del jazz italiano oltre che lucchese. Era socio onoraro ed ha contribuito a rifondare il Circolo del Jazz nel 2004. Un profondo conoscitore del jazz, una collezione di dischi che testimonia la sua grande passione. Ricordo che a Lucca ha ospitato anche il grande Chet Baker durante i giorni lucchesi del leggendario jazzista americano. Sono molto addolorato della sua scomparsa.

«Abitava da tempo a Firenze, ma era sempre legato a Lucca di cui è stato una figura importante negli anni d'oro del jazz. Nei prossimi giorni penseremo a qualche iniziativa per ricordarlo, sicuramente un concerto jazz con tutti i suoi amici più cari».

Nicola Nucci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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