Finanza
Piace la proposta della Casa del Boia
I giovani: «Mancano spazi, non può bastare il Cantiere. Servono ambienti per ritovarci e organizzare iniziative»
LUCCA. La Casa del Boia sulle Mura per le iniziative deli giovani? L’idea confermata dal sindaco,Alessandro Tambellini,e dal presidente dell’Opera delle Mura, Alessandro Biancalana, fa tornare la speranza nei giovani che da sempre lamentano scarsa attenzione da parte delle amministrazioni e dei politici. Del resto da tempo chiedono di riqualificare edifici abbandonati, utilizzare i sotterranei delle mura e recuperare lo stabile della ex Manifattura tabacchi. Insomma i ragazzi lucchesi rivendicano una città su misura per loro.
Che facciamo? Dove andiamo? Si chiedono chiudendo i libri dopo un’intensa giornata di studio o di lavoro. La risposta è, spesso, poco allettante, soprattutto nei giorni infrasettimanali. Quando si abbassano le saracinesche dei negozi la città si spopola, le vie si svuotano e le opportunità di incontro si riducono sempre di più.
Ma i giovani non ci stanno e intendono dare voce alle proprie necessità, per sfruttare al meglio le risorse di una città «che potrebbe dare tanto – dicono – ma che nel concreto riduce le possibilità a fare la spola fra bar e pub».
E così, come spiega Beatrice Brigante «poiché scarseggiano le cose da fare, spesso l'aperitivo diventa più lungo e assume un ruolo fondamentale, sia prima che dopo cena».
Man mano che l’ora si fa tarda, però il problema aumenta. «I locali chiudono e spesso siamo costretti a stare all’aperto anche con il freddo» afferma Carlotta Vantaggioli.
L’introduzione della Ztl, i parcheggi a pagamento durante il giorno e le lamentele dei residenti, sembrano poi, secondo alcuni, aver in parte contribuito a trapiantare la vita sociale al di fuori delle Mura, ostacolando la creazione di un vero e proprio centro, solido, comodo e facilmente accessibile.
«Personalmente – spiega infatti Fabio Salani – recupererei l’ex Manifattura, già in passato utilizzata con successo per qualche serata, in modo da rendere più vivo il centro che risulta invece sempre più vuoto».
Dalle strutture ricreative, a quelle per attività culturali, dalle discoteche al multisala: desideri e proposte dei lucchesi si sprecano, valorizzando ciò che già è presente, ma richiedendo anche una ventata di novità.
«Dateci spazio, dateci motivo per non pensare che questa città sia chiusa mentalmente come le sue Mura» afferma Federico Bertolucci.
Poca scelta, dunque, secondo alcuni giovani, poche occasioni, o forse poca pubblicità agli eventi.
«Anche quando c’è l'offerta – sostiene infatti Fabio Salani – manca chi la fa vivere».
E così, accade che, chi non si sposta a Pisa o in Versilia, scelga addirittura di restare a casa, dedicandosi sempre più spesso alla vita dei social network. «Mi capita di leggere su Facebook l’insoddisfazione di chi non sa come impiegare la domenica pomeriggio – afferma Carlo Giarratano –. Riuscire a risvegliare la passione per la squadra della città, potrebbe essere un punto di partenza: molti aspetterebbero questo giorno con trepidazione. Anche lo stadio infatti dovrebbe essere rivalutato come centro di aggregazione, soprattutto per i giovani».
«Se Lucca offre poco dal punto di vista dello svago, la questione non cambia per le iniziative culturali – prosegue Beatrice Brigante –. A mancarmi particolarmente è il Look at Festival con tutte le manifestazioni che seguivano. Uno spazio, quello della Fondazione Ragghianti, da adibire anche ad eventi musicali, cinematografici e a qualche mostra in più. Non dimenticando il Foro Boario e penserei anche ai centri per lo studio: dall'Agorà, all’ Imt, passando per il Cantiere».
Nonostante qualche critica per un’Agorà che chiude le porte troppo presto, sembrano essere proprio questi i luoghi di cui i giovani lucchesi vanno più fieri.
«Al Cantiere, ad esempio – ricorda Simone Rugani –. Oltre alle aule studio che registrano un’alta affluenza, viene data la possibilità alle band locali di utilizzare una sala prove attrezzata e gratuita e trovo che questa sia un’ottima idea. Pensando alla mia Lucca però, manca davvero una sede in cui organizzare eventi e portare avanti progetti di vario tipo, come un Teatro Valle di Roma, o un Teatro Rossi di Pisa».
L’auspicio sembra dunque unanime: spazi gestiti dai ragazzi e per i ragazzi, dove ritrovarsi sette giorni su sette, conversare, ascoltare buona musica o mettere in mostra il proprio talento «perché – conclude Federico Bertolucci - “coccolare” il giovane significa investire sul suo futuro e su quello della città». La Casa del Boia può essere la risposta.
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